Recensioni

Esce per la misteriosa etichetta indipendente Justin Jest Entertainment il primo disco di un artista che, soprattutto dietro le quinte, ha già segnato il mondo della musica italiana: con l’etichetta Mashhh! Records e poi come bassista e produttore nel progetto Casa del Mirto, Luigi Segnana si è già distinto per sensibilità e visione, doti che ritroviamo in questo esordio solista a nome [lessness].
Ispirato dall’omonimo racconto di Samuel Beckett, Luigi abbandona i peculiari ritmi dance e le atmosfere ipnagogiche e crepuscolari dei Casa del Mirto (un gruppo che è stato, per un paio di anni, all’avanguardia nel pop elettronico internazionale) in favore di un cantautorato digitale sofferto e dimesso, perfetto per le grigie giornate d’autunno e inverno, come suggerisce anche l’essenziale bianco e nero dell’ottima copertina ferale: Never Was But Grey si articola così lungo dieci tracce che hanno, anche quando sono sostenute da più marcati beat electro (24/7, Away), la placidità, la quiete e finanche la desolazione di immobili panorami innevati (l’iniziale Wait è esemplare in questo senso). Oltre al mood adeguatamente evocato, l’album convince grazie anche a una scrittura forse non originalissima, ma perfettamente a proprio agio sia nelle incursioni wave più irrequiete (Seven Seals, 2:21, Would You…?), sia nel dilatare malinconicamente stilemi rock (How Should We Love This Fever?).
È un piacere ritrovare Luigi ispirato e speriamo che a questo buon debutto firmato [lessness] possa seguire un percorso di qualità ancora superiore.
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