Roger Waters dichiara il suo sostegno alla Global Sumud Flotilla, che in questi giorni naviga verso Gaza per portare aiuti umanitari. Nell’intervista esclusiva a Il Manifesto, il musicista definisce il suo tour This Is Not A Drill «la sintesi più alta e senza compromessi» della sua creatività e del suo impegno politico: spettacoli in cui l’estasi musicale si intreccia con immagini che denunciano il capitalismo, il fascismo e le responsabilità delle multinazionali — da Palantir a Chevron.
Sul piano pratico, Waters è realistico e preoccupato: «È molto improbabile che una delle imbarcazioni riesca a consegnare cibo, latte per neonati o medicinali — potrebbero intercettarle, arrestarle o persino uccidere qualcuno», ricorda richiamando la tragedia della Mavi Marmara del 2010. Ma sottolinea anche il valore simbolico e mediatico dell’iniziativa: «La gente comune del Sud del mondo sta iniziando a sviluppare una voce», dice, e applaude la flotilla come esempio morale per tutti. «Il grande vantaggio che avete — aggiunge — è che avete una bussola morale da seguire. Io sto seguendo la stessa bussola, e miliardi di persone in tutto il mondo pensano che quello che state facendo sia grandioso».
Waters critica duramente governi e oligarchie, denuncia il profitto di guerra e rivendica il ruolo morale degli artisti, dal boicottaggio (BDS) al sostegno ad Assange. Commenta anche sui militari israeliani in vacanza in Italia: «Poveri cuccioli. In realtà dovrebbero stare in kibbutz, a lavorare la terra, a imparare a collaborare. Non dovrebbero rilassarsi nei resort italiani prima di tornare a massacrare i nostri fratelli e sorelle. Tutti i nostri governi, a parte forse quello spagnolo, sono complici del genocidio».
Riferendosi allo stato globale e alla politica internazionale, Waters sottolinea: «Non è solo lo stato di re Trump o quello di Starmer. È il nostro stato che stanno spingendo verso gli scogli perché non hanno una bussola morale. Non credono nell’amore e nella verità. Noi sì». Un monito che collega l’impegno della flotilla alla responsabilità collettiva: il mondo deve cambiare rotta prima che sia troppo tardi.
Waters racconta inoltre come le pressioni della lobby pro-Israele abbiano condizionato la sua attività, come l’annullamento di una nuova produzione legata a The Wall programmata allo Sphere di Las Vegas – l’avveniristica struttura inaugurata dagli U2 – e conclude con un invito all’azione e alla coscienza: «La flotilla è un esempio di integrità morale e di coraggio civile, e noi dobbiamo seguirne la guida».
Di recente, il frontman è stato attaccato da Jack Osbourne per le sprezzanti dichiarazioni a proposito di suo padre Ozzy, scomparso lo scorso luglio. Nel frattempo, This Is Not A Drill ha debuttato nei cinema italiani, mentre la sua versione discografica ha esordito al primo posto della classifica italiana.