Odissea, Matt Damon nel trailer del film di Christopher Nolan

Perché tutti parlano di “Odissea” di Nolan e perché in Italia non potremmo vederlo davvero

Il nuovo film di Christopher Nolan è la prima opera del cinema girata interamente in formato IMAX 70 mm

Il cinema di Christopher Nolan è da sempre una dichiarazione d’amore alla pellicola e all’esperienza della sala nella sua forma più pura. Con la sua ultima Odissea (in uscita il 16 luglio nelle sale italiane), il regista britannico è riuscito a compiere un passo storico, portando il suo film ad essere il primo della storia a essere stato girato interamente in formato IMAX 70mm.

Si tratta di un’impresa titanica che unisce la massima qualità visiva teoricamente raggiungibile all’archeologia industriale del cinema. L’unico, amaro problema è che il pubblico italiano, nonostante la qualità dei cinema dislocati nel nostro Paese, sarà totalmente tagliato fuori dalla visione originale concepita dal regista.

I tre pilastri dell’IMAX 70mm

A differenziare Odissea dalla quasi totalità delle opere contemporanee c’è innanzitutto un radicale addio al digitale: tutto il film è stato infatti impresso su pellicola chimica negativa, rifiutando le videocamere digitali. Parliamo di un supporto largo 70 millimetri (il doppio rispetto ai canonici 35mm del cinema classico) che garantisce una quantità di dettagli a dir poco impressionante. Il formato IMAX, inoltre, restituisce un’immagine quasi quadrata – a differenza del rettangolare a cui siamo abituati – ed è perciò pensato per riempire gli schermi giganti delle sale dedicate, in modo da avvolgere lo spettatore anche verticalmente.

Per rendere meglio l’idea della profondità e dinamica cromatica delle immagini, si pensi al fatto che nelle sale moderne lo standard d’eccellenza è il digitale in 4K (cioè circa 4000 pixel orizzontali): convertire virtualmente la risoluzione di un negativo IMAX 70mm restituirebbe invece 18K. Il risultato sono contorni morbidi e sfumature naturali, ben lontane dalla rigidità artificiale dei pixel.

L’impresa logistica per le riprese

Se nessuno lo aveva fatto prima, ci sono motivi più che ovvi: i costi esorbitanti in primis, ma anche problemi logistici non indifferenti. Nelle macchine da presa di tipo IMAX la pellicola scorre in orizzontale anziché in verticale, e questo rende i macchinari molto pesanti e grandi. E soprattutto assordanti.

Per evitare il ridoppiaggio in studio, Nolan – che tra l’altro ha sperimentato questo formato già nel 2005 con Batman Begins e poi nel recente Oppenheimer – ha dovuto chiedere ai tecnici di utilizzare un enorme “scatolone” ermetico che insonorizzasse la macchina da presa. A causa delle dimensioni di questo guscio, si è però creato un altro problema: gli attori fuori campo non potevano posizionarsi vicino all’obiettivo per offrire la linea di sguardo diretta ai colleghi inquadrati.

Per ovviare a questo problema, la produzione ha dovuto ideare un ingegnoso sistema di specchi per riflettere lo sguardo degli attori, permettendo loro di recitare guardandosi negli occhi.

Il paradosso italiano: perché non potremo vedere Odissea così come è nato

Nonostante lo sforzo produttivo, oltre il 90% degli spettatori mondiali vedrà il film in formato digitale classico. In Italia la situazione è ancora più netta: non esiste alcuna sala cinematografica che possieda contemporaneamente la tecnologia IMAX e il proiettore a pellicola da 70mm.

Chi andrà al cinema in Italia dovrà quindi scendere a compromessi, scegliendo tra l’IMAX digitale (circuiti UCI Cinemas), in cui si perde inevitabilmente la pasta e la risoluzione nativa della pellicola, garantendo però il formato quadrato, oppure l’opzione 70mm analogico (in sale storiche d’eccellenza, come l’Arcadia Melzo in Lombardia), che offre un formato rettangolare e quindi taglia le immagini nella parte superiore e inferiore.

La terza opzione, la più lontana da come era stato pensato il film, è quella che sarà scelta dalla maggioranza del pubblico: classico formato digitale e in 16:9.

L’investimento per il futuro del cinema

Viene spontaneo chiedersi per quale motivo Nolan abbia insistito così tanto per un formato così “di nicchia” se nessuno – o quasi – vedrà il film della Universal Pictures nella sua veste ideale. La risposta sta nella conservazione della cultura cinematografica: al regista interessava soprattutto archiviare il negativo originale alla massima qualità possibile, garantendo che Odissea possa così sopravvivere intatto per i decenni a venire.

Certo è che l’aura di eccezionalità creata attorno alla pellicola si è trasformata in poco tempo in una straordinaria operazione di marketing che ha spinto il pubblico all’acquisto di biglietti premium e ha saputo ridare centralità al cinema come evento unico e irripetibile.

Su queste pagine potete recuperare il trailer di Odissea, così come le recensioni di svariati film del regista, tra cui OppenheimerTenet e The Prestige, più una disamina sul suo cinema.

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