Dalle colonne del Telgraph Robert Fripp ha risposto alle critiche rivolte al Sunday Lunch, svelando inoltre i piani per il futuro dell’ironica rubrica settimanale condivisa con la moglie Toyah Willcox. Come più volte spiegato dal chitarrista, la serie settimanale è nata nel 2020 durante il lockdown su iniziativa di quest’ultima come diversivo alle restrizioni per il contenimento del Covid. Serviva per tirar su il morale al marito e in seguito si è trasformata in un appuntamento fisso, che divertiva entrambi, slegato dalla pandemia e dalle contingenze esterne. Interrogato sull’argomento Fripp ha risposto a quanti lo hanno criticato in questi anni, tra fan e non dei King Crimson.
La serie ha fatto arrabbiare qualche fan dei Crimson. All’inizio del lockdown, mia moglie mi ha fatto indossare un tutu e un paio di collant portandomi in giardino sotto le note del Lago dei Cigni di Tchaikovsky. Lei insiste che i performer hanno la responsabilità di tirar su l’umore della gente in tempi difficili. Lo rispetto? Certo che sì, totalmente… …e poi a settantasei anni, dovrebbe fregarmene qualcosa? Questa è la mia vita.
Robert Fripp
Nel futuro, il Sunday Lunch non si fermerà, anzi, verrà ulteriormente ampliato. Il chitarrista lo vede come un canale televisivo e non come un semplice appuntamento su YouTube. Non ultimo, è confermato il tour che nel 2023 vedrà la coppia eseguire le famigerate cover dal vivo.
Amiamo farla e la vogliamo sviluppare ulteriormente. Come una linea di prodotti. Sarà tipo un Toyah and Robert TV.
Robert Fripp
L’ultima puntata della rubrica è andata in onda la scorsa domenica con la cover di Blind dei Korn.
Sulle nostre pagine potete recuperare molte delle cover eseguite finora dalla premiata ditta Fripp & Toyah, tra cui la versione Oktoberfest di Keine Lust dei Rammstein, All My Life dei Foo Fighters, Killing In The Name dei Rage Against the Machine, Devil Inside degli INXS, Zombie dei Cranberries, Creep dei Radiohead, Give In to Me di Michael Jackson (con il chitarrista in versione Slash), Won’t Get Fooled Again degli Who, War di Edwin Starr, Lonely Boy dei Black Keys, Rockin’ in the Free World di Neil Young, Bullet With Butterfly Wings degli Smashing Pumpkins, Blitzkrieg Bop dei Ramones, Should I Stay Or Should I Go dei Clash, Teenage Kicks degli Undertones, I Wanna Be Your Dog degli Stooges, Too Drunk to Fuck dei Dead Kennedys, Master Of Puppets dei Metallica, title track dell’album del 1986 che ha segnato la storia della band di James Hetfield e soci, ma anche I’m Too Sexy dei Right Said Fred, Sympathy For The Devil dei Rolling Stones, Venus in Furs dei Velvet Underground, These Boots Are Made for Walkin’ di Nancy Sinatra, Chop Suey dei System of a Down, Sharp Dressed Man degli ZZ Top, Paranoid dei Black Sabbath, Satisfaction dei Rolling Stones, Gimme All Your Lovin’ degli ZZ Top, Girls, girls, girls dei Mötley Crüe, Ace of Spades dei Motörhead e My Generation degli Who.
Nel frattempo lo scorso settembre è uscito The Guitar Circle, il primo libro di Robert Fripp.