Dopo le critiche a Thom Yorke e Jonny Greenwood, era prevedibile: le posizioni considerate bi-partisan del frontman e il silenzio sulle vittime del chitarrista hanno spinto il movimento BDS (Boycott, Divestment, Sanctions) a chiedere pubblicamente il boicottaggio del tour europeo 2025 dei Radiohead.
La band ha confermato le date affidandosi a un messaggio del batterista Phil Selway, annunciando le tappe tra novembre e dicembre in Madrid, Bologna, Londra, Copenaghen e Berlino, con più serate consecutive in ogni città. La campagna palestinese PACBI (Palestinian Campaign for the Academic and Cultural Boycott of Israel) ha criticato Greenwood per le esibizioni a Tel Aviv insieme al musicista israeliano Dudu Tassa, definendole una forma di sostegno a Israele durante la crisi a Gaza, e pertanto ha chiesto ai fan di non partecipare ai concerti finché la band non prenderà posizione in maniera chiara.
Tensioni non nuove
Già nel 2017 i Radiohead avevano suonato a Tel Aviv nonostante appelli a cancellare la data da artisti come Roger Waters, Thurston Moore, i Young Fathers e l’arcivescovo Desmond Tutu.
All’epoca, Thom Yorke – esprimendo una posizione sovrapponibile a quella di Nick Cave – aveva chiarito che “suonare in un Paese non significa appoggiare il suo governo”, posizione confermata recentemente, quando ha criticato il governo di Netanyahu, denunciato le responsabilità di Hamas senza però usare termini come “genocidio”.
Anche Ed O’Brien, nel 2024, aveva preso posizione in modo più misurato, chiedendo un cessate il fuoco, il ritorno degli ostaggi e difendendo i compagni di band. Jonny Greenwood, invece, aveva commentato la cancellazione dei concerti con Dudu Tassa lo scorso maggio nel Regno Unito, sostenendo che il progetto fosse artistico e non politico e criticando la scelta di vietare loro di esibirsi come un metodo di silenziamento.
Le critiche ai due musicisti hanno avuto origine, sempre nel 2024, per la loro decisione di esibirsi a Tel Aviv durante il conflitto, partecipare a manifestazioni per il rilascio degli ostaggi israeliani e per nuove elezioni. Dudu Tassa, da parte sua, ha tenuto concerti per le forze armate israeliane e nel 2023 era già stato visto esibirsi davanti ai soldati nelle basi dell’IDF per sollevarne il morale.
Attualmente i Radiohead non hanno rilasciato su Gaza un comunicato congiunto o punti di vista separati accomunati però dal profilo pubblico della band, come hanno fatto gli U2.