Don’t Look Back In Anger è una delle canzoni simbolo degli Oasis ma anche un simbolo di Manchester. Nel 2017 è diventata un monito alla resistenza contro ogni forma di terrore per i residenti vittima nel 2017 di un attacco terroristico, e in seguito oggetto di numerose cover e reinterpretazioni da parte di Metallica, U2 e molti altri. Lo stesso Noel Gallagher l’ha riproposta qualche anno fa a CBS This Morning per promuovere il primo dei suoi due greatest hits, Back The Way We Came: Vol 1 (2011–2021) oltre a far parte integrante dei bis dei suoi concerti solisti.
Tra gli ultimi a cimentarsi la cover di Don’t Look Back In Anger i Måneskin che lo scorso 19 dicembre l’hanno proposta live durante la data di Manchester del Rush! World Tour presso la AO Arena. Nel presentarla Damiano David ha scherzato con i fan: “ne siamo certi, se mai un giorno [i fratelli Gallagher] ascolteranno questa cover diranno che farà schifo”.
Nella scaletta del concerto anche un’altra cover, Beggin’, il brano del 1967 dei Four Season che ha contribuito non poco al loro lancio internazionale nel 2021.
Sempre a proposito di cover, di recente i Måneskin hanno duettato con Dolly Parton nella reinterpretazione di uno dei suoi pezzi più noti, Jolene. La band ha inoltre vinto due premi agli ultimi MTV EMA 2023 e pubblicato una versione espansa di Rush! comprensiva del singolo Honey (Are U Coming?). Su SA trovate la recensione del disco originale e del sopracitato singolo.
Tra gli scettici del successo del quartetto romano, Guè, che il mese scorso, dal podcast Growing Up Italian, ha lanciato alcuni pepati commenti. Tra coloro che invece ne hanno ammesso la portata globale, Mick Jagger, nell’ambito delle interviste per la promozione di Hackney Diamonds, e Andy Taylor dei Duran Duran, impegnato, sempre lo scorso mese, nella promozione di Danse Macabre.
