Album
Hackney Diamonds
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Edoardo Bridda
- 14 Settembre 2023
Pubblicato il 20 ottobre 2023 sotto le schitarrate di Keith Richards che riecheggiano l’affilato riff di Start Me Up, Hackney Diamonds è l’album che segna il ritorno dei Rolling Stones a distanza di 18 anni da A Bigger Bang.
L’album, composto da 12 tracce, è aperto proprio da Angry, il singolo che lo ha anticipato per primo. Una sorta di ritorno in purezza “unapologetically old-fashioned” come lo ha descritto qualcuno, quando ad aprire le danze della precedente prova era stata invece una classic ballad, Streets Of Love. Entrambe le canzoni non hanno certo sbancato le classifiche, con la prima a raggiungere al massimo il 34esimo posto della chart singoli britannica (32° in quella americana dedicata al Hot Rock & Alternative Songs, il che è tutto dire).
Ecco perché a Mick Jagger è toccato constatare che, sorprendentemente, è italiana la rock band più famosa al momento, nel mondo. Honey (Are You Coming) – non il singolo più fortunato della band romana – su Spotify conta attualmente su 35 milioni di stream, Angry su 9 milioni. E se va detto che a entrambe le canzoni va dato il tempo di crescere con gli ascolti, basta dare un’occhiata ai numeri assoluti del brano più famoso sulla piattaforma di entrambi i gruppi per renderci conto che il mondo di oggi non ha nulla a che fare con quello pre-streaming: Paint It, Black dei Rolling Stones sta a quota 1 miliardo di stream, Beggin’ la famosa cover dei Maneskin sta a 1,4 miliardi…
Tornando a noi, Hackney Diamonds, il cui titolo Richards lo riferisce beffardamente ai vetri rotti (per le strade) dell’omonimo borgo londinese caratterizzato oggigiorno dal contrasto tra grandi complessi di case popolari e residenze per ricchi, un posto con la sua mitologia arty e bohémien, è il primo lavoro inciso dalla band senza Charlie Watts, scomparso nel 2021. Il batterista è stato sostituito da Steve Jordan, ma è comunque presente in un paio di brani, l’affilata e soulful Mess It Up (pensate agli Stones di fine 70s) e la classicamente blues Live By The Sword. Particolarità di quest’ultimo, la presenza dell’ex bassista Bill Wyman, dettaglio che ne fa una piccola reunion dei membri originali della formazione, e di Elton John al piano r’n’r. Wyman non è l’unico ospite del disco: Sweet Sounds Of Heaven, secondo singolo e altro standard (nello specifico una ballad blues agli accenti soul), vede Lady Gaga ai cori (in call & response) e le tastiere e il piano di un Stevie Wonder che avrebbe potuto esser sfruttato maggiormente, metti con un giro d’armonica o un duetto con Jagger (pazienza). E sempre a proposito dei Rolling Stones “cover band di blues” ecco che spunta il basso di Paul McCartney in Bite My Head Off che invece è un rockaccio hard glam di quelli che John Lydon direbbe “ecco da dove viene il punk” citando Sweet e Mud piuttosto che i New York Dolls (che senza gli Stones, appunto, non sarebbero esistiti).
L’uscita di Hackney Diamonds – registrato in varie località sparse per il mondo, tra cui gli Henson Recording Studios di Los Angeles, i Metropolis Studios di Londra, i Sanctuary Studios di Nassau, Bahamas, gli Electric Lady Studios di New York e gli Hit Factory/Germano Studios, sempre a New York – è stata anticipata, e ormai non la si nega a nessuno, manco a Calcutta, da una canonica campagna di guerrilla marketing.
Un nuovo logo della band (la famosa linguaccia stilizzata con delle schegge di vetri rotti) è stato proiettato sui monumenti di alcune metropoli attorno al mondo, anticipato qualche settimana prima da un primissimo annuncio pubblicitario apparso sul quotidiano britannico Hackney Gazette. È seguita una diretta YouTube il 6 settembre con i tre attuali membri presentati dal Jimmy Fallon, volato appositamente a Londra dagli Stati Uniti per un evento che si è tenuto all’Hackney Empire, con i tre Stones superstiti in discreta forma, decisamente nel pieno del loro british humour.
Particolare non da poco di un disco dalla lunga gestazione, ma comunque finalizzato piuttosto in fretta tra dicembre 2022 e febbraio 2023, la produzione affidata a Andrew Watt.
Watt ha lavorato nel recente passato con Eddie Vedder per Earthling, per Iggy Pop nell’ultimo album Every Loser e pure con Ozzy Osbourne nei suoi ultimi due lavori, Patient Number 9 e Ordinary Man, svolgendo sia il ruolo di produttore che quello di co-autore, ovvero contribuendo a più livelli alla riuscita dei rispettivi lavori.
Con gli Stones ha assicurato al risultato un re-branding in piena regola o se vogliamo utilizzare un linguaggio cinematografico, un re-boot, rilanciandone di fatto la carriera come classico dall’appeal contemporaneo. Un po’ come l’ultimo capitolo della saga Indiana Jones, Hackney Diamonds è un prodotto dignitoso, vivace, anche verace, ma inevitabilmente un po’ posticcio.
A proposito di branding, il video musicale di Angry è stato diretto da Francois Rousselet. Una scelta strategica: in passato il regista ha lavorato con Pharrell Williams per Cash In Cash Out e per gli stessi Stones in Ride ‘Em On Down. Protagonista del nuovo clip è la lanciatissima attrice nominata agli Emmy Sydney Sweeney (The White Lotus, Euphoria, The Handmaid’s Tale) e di fatti il suo ruolo è un po’ quello dell’icona rock al femminile interpretato da Kristen Stewart per l’ultimo dei sopracitati videoclip.
Del resto con gli Stones va sempre così, si cambia per non cambiare mai, alla ricerca di un sacro graal del r’n’r, questa volta con lo zampino di uno “stilista” d’eccezione.
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