Måneskin, still dal clip di “Mammamia” (2021)

I Måneskin fanno fuori Damiano nel pulp clip di “Mammamia”

Sulla scorta del successo di MAMMAMIA, il bubblegum punk rimasticato dei Måneskin è ora anche un videoclip che se la batte tra glamour e pulp, ironia e fashion. Il formato è perfetto per il patinato quartetto romano, sia nella scelta dei colori (un retrofuturo 70s dalle tonalità rosse e blu) sia per la messinscena cartoon con i quattro romani divisi tra stereotipiche ambientazioni rock (il cesso, il sesso, le scritte, il palco) e un innocuo tocco splatter. Il riassunto per immagini (a ritmo di strobo) è esattamente l’obiettivo della band: compresse “ruok” (giri di basso-chitarra cazzuti) dall’anima appiccicosamente pop (il ritornello tormentone), da assumere nel contesto di un binge watching fatto di costumi, pose, linguacce, limonate e strusciamenti che al babbo fanno sperare in una ripresa del rock (a scapito della odiata trap) e per il figlio rappresentano un’esotica novità, la versione carenata delle chitarrine in loop che Spotify manda a ripetizione sulle playlist più gettonate.

Nel 2021 niente di tutto questo è neanche lontanamente trasgressivo, ma è senz’altro funzionale al completamento di un immaginario estetico-visivo. MAMMAMIA fa un passetto in più rispetto rispetto a I Wanna Be Your Slave: lì nella sua alt take si sbandierava la collaborazione di sua maestà Iggy Pop, qui sono i Måneskin che stanno mettendo le basi di una personale iconografia sapendo che il palcoscenico in questo momento non è certo l’Italia, ma il mondo.

Ci sta che la bubblegum scoppi prima o poi, e la band reindirizzi le ambizioni altezza Kolors o faccia la fine dei Loudmouth. Ma non stiamo certo qui a gufare (il problema non è questo rock nel mainstream ma che uno indipendente sia sempre meno praticabile, sostenibile, desiderabile). Inoltre, questa veste è decisamente migliore di un’ennesima cover à la Beggin’, brano senza il quale i ragazzi non sarebbero arrivati fin qui…

SentireAscoltare