“The Loneliest”. I Måneskin tra emo rock e pacchiana ruffianeria nel videoclip ufficiale
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Davide Cantire
- 13 Ottobre 2022
Anticipato in pompa magna, quasi si trattasse del fatidico secondo avvento (del Rock?), The Loneliest è il nuovo videoclip che lancia l’omonimo singolo dei Måneskin, in previsione dell’avvio del loro One Kids Tour in partenza negli Stati Uniti a fine ottobre.
Girato da Tommaso Ottomano, il video fa il paio con il taglio della canzone, descritta sempre in queste sedi come una «straclassica, collaudata, (power) (emo) rock ballad in provetta, a tinte grigie, dal taglio 90s, pronta per l’FM americano». Dopo l’immagine del leader Damiano che affoga in acque profonde, assistiamo alla celebrazione di un funerale sotto la pioggia (scontatissima immagine vista chissà quanti milioni di volte, già fuori tempo massimo più di dieci anni fa nella sequenza di Watchmen in cui Zack Snyder celebrava il funerale del Comico, solo che lì c’era almeno in sottofondo The Sound of Silence di Simon & Garfunkel).
La canzone è un modo per superare la mancanza di qualcuno e, in definitiva, la solitudine. Qualcosa che tutti hanno provato in un modo o nell’altro. Si sente la lotta alla nostalgia e al dolore fino al grido d’amore catartico finale. Fare questa canzone è stata un’esperienza di guarigione.
Måneskin
Pioggia battente, ralenti fino allo svenimento, fulmini e saette e chi più ne ha più ne metta in quella che è una fiera di luoghi comuni del genere, che sublima in un finale altrettanto smielato (davvero insopportabile). Di sicuro farà felici ed emozionerà i fan della band, capaci di accontentarsi perfino di queste emozioni di cartone, perfettamente intercambiabili con ogni altra cosa vedranno sui social nell’arco della stessa giornata.
Di recente Manuel Agnelli ha tacciato le scelte artistiche dei quattro di scarsa progettualità («Capisco che dei ragazzi così giovani vengano tirati per la giacchetta, e magari non se ne rendono conto ma avrebbero bisogno di qualcuno attorno che si prenda delle responsabilità») magari perché ha intravisto nel futuro dei Måneskin una carriera ampiamente collaudata nel mainstream fatta di co-writer, featurer, marketing. Insomma, una precisa collocazione sul mercato con una formula pop rock studiata sulla carta ancor prima che in studio.
