Film

Richard Gadd

Baby Reindeer

11 Aprile 2024 drammatico

È uno dei casi mediatici del 2024, ha conquistato pubblico e critica ed è finita in cima alla classifica dei più visti su Netflix. È Baby Reindeer, la serie tv che narra la storia di stalking vissuta dal suo ideatore e attore, Richard Gadd. Le ragioni del suo successo non sono difficili da individuare: è un racconto sul fascino oscuro del male, la porta che si apre pian piano sulle ossessioni, le psicosi e le fragilità dell’animo umano.

Baby Reindeer, piccola renna, è il soprannome che “Martha”, la stalker, ha affibbiato a Richard Gadd. Lui, nella vita così come nella miniserie, è un comico scozzese, che già in passato ha reso la sua storia il cuore di un one-man-show. Dalla sua stalker, Gadd ha ricevuto 41.071 mail, 744 tweet, 46 messaggi su Facebook e 106 pagine di lettere, un materiale immenso che si prende la scena anche nella finzione e trascina lo spettatore in una spirale di inquietudine (quelli che appaiono sullo schermo sono tutti reali, errori di ortografia inclusa).

Nella miniserie, alter ego di Richard Gadd è Donny, un barista di Londra il cui vero sogno è quello di diventare un comico affermato e a tempo pieno. Ad aprire lo show è lo sguardo perso e traumatizzato del protagonista che si rivolge alla polizia e racconta della pioggia di email, dei pedinamenti e del terrorismo psicologico sofferto. In realtà, come si vedrà nel corso delle puntate, la situazione vissuta da Donny è ben più grave, raggiungendo persino episodi di violenza fisica. E allora scatta la domanda del poliziotto, quella che accompagnerà poi lo spettatore per tutta la serie: perché ha aspettato sei mesi per denunciare?

Il fatto che sia vera è, probabilmente, il vero appeal di questa storia. Non va dimenticato però che questa è la versione romanzata della vicenda di Gadd, eppure molti spettatori l’hanno trattata alla stregua di un true crime, tanto che hanno dato il via alle speculazioni su chi fosse la vera Martha o altri personaggi. L’ideatore, inoltre, ha dichiarato che la vera stalker non assomiglia all’attrice che la interpreta, Jessica Gunning, la cui performance restituisce tutto il senso di inquietudine e ossessione della vicenda. In un post su Instagram, Gadd ha chiesto ai follower di non indagare su chi potrebbero essere i personaggi nella vita reale (“Non è questo lo scopo del nostro show”). Richiesta in gran parte ignorata, tanto che la vera Martha si è rivolta al tabloid britannico Daily Mail raccontando di essere lei la vittima.

In questa miniserie a mettersi a nudo è soprattutto lui, Donny, con il puzzle della sua vita che si ricostruisce pian piano esponendone, alla fine, l’immagine di un uomo tormentato da mille demoni. Raccontato attraverso la sua voce che a volte suona incerta, Baby Reindeer sa emergere dal marasma del catalogo Netflix come un progetto interessante, scorrevole e intrigante.

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