Film
Nicolas Roeg
L’uomo che cadde sulla terra
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Davide Cantire
- 22 Marzo 2026
Quando L’uomo che cadde sulla Terra arrivò nelle sale nel 1976, il pubblico conosceva già molto bene David Bowie, ma solo come una delle figure più innovative e imprevedibili della musica contemporanea. Negli anni precedenti, Bowie aveva rivoluzionato il panorama rock con album e personaggi iconici, da The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars a Young Americans, costruendo un’identità artistica in continua trasformazione, sospesa tra teatro, suggestioni sci-fi e sperimentazione sonora.
Non è quindi un caso che il suo esordio cinematografico avvenga proprio con un film così atipico e visionario. Diretto da Nicolas Roeg, L’uomo che cadde sulla Terra sembra quasi cucito addosso alla sua immagine pubblica: Bowie interpreta un alieno caduto sulla Terra, Thomas Jerome Newton, una figura estranea e fragile, perfettamente in linea con le sue maschere artistiche e con il senso di alienazione che attraversava la sua musica (all’epoca dipendente dalla cocaina, il film uscì a cavallo tra Station to Station e la trilogia berlinese). Newton ha una missione precisa: trovare acqua per salvare il suo pianeta morente. Assumendo l’identità di un enigmatico imprenditore, utilizza tecnologie avanzate per accumulare ricchezza e costruire un impero industriale. Tuttavia, il contatto con la società umana lo porta gradualmente a perdersi tra dipendenze, solitudine e relazioni complesse. La sua missione si intreccia così con una lenta discesa nella fragilità e nell’alienazione, mettendo in discussione la possibilità stessa di tornare a casa.
A distanza di 50 anni dalla sua uscita, il film resta un punto di incontro unico tra cinema e cultura pop, ma anche una tappa fondamentale nella carriera di Bowie. Non si tratta solo di un debutto sul grande schermo, ma dell’estensione naturale di un percorso artistico già profondamente cinematografico, capace di trasformare la sua presenza in qualcosa di iconico anche al di fuori della musica. Il Duca Bianco avrebbe poi arricchito il suo curriculum da attore con pellicole entrate nell’immaginario collettivo come Christian F., Furyo, Aboslute Beginners, Labyrinth, passando per un’incursione nella mente di David Lynch con la memorabile performance in Fuoco cammina con me e, infine, congedandosi interpretando un misterioso e ambiguo Nikola Tesla in The Prestige di Christopher Nolan.
Per un maggiore approfondimento della figura di Bowie, vi rimandiamo invece alla nostra monografia dedicata.
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