Fripp & Toyah. Il video ufficiale della cover di “Slave To The Rhythm” di Grace Jones
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Massimo Onza
- 15 Agosto 2022
Robert Fripp e Toyah Willcox è ormai da molto tempo che allietano le nostre domeniche con la rubrica satirica Sunday Lunch. Ogni settimana i coniugi eseguono una cover casalinga dalla propria cucina passando in rassegna gran parte della storia della musica, dal rock al punk, dal folk alla disco, ogni volta lanciando messaggi sociali, o ironici, oppure semplicemente omaggiando il genio di artisti del passato.
Che qualcosa di più determinante stesse bollendo in pentola lo avevamo capito dall’annuncio del Sunday Lunch Tour in arrivo nel 2023, e ora a conferma è arrivato il primo video ufficiale di una cover già eseguita a giugno 2022, ovvero quello di Slave To The Rhythm, storico singolo del 1985 di Grace Jones, scritto da Bruce Woolley, Simon Darlow, Stephen Lipson e Trevor Horn e contenuto nell’omonimo album della cantante.
Il King Crimson e consorte lo avevano già eseguito in versione home il 19 giugno 2022 e con il cammeo di uno degli autori, Darlow, produttore di spicco della scena musicale inglese e nella line-up degli ultimi Buggles. La cosa che saltava immediatamente all’orecchio era che invece di una registrazione casalinga, il brano veniva proposto in una versione studio con tutti i crismi del caso. Nel nuovo clip dalla elegante patina anni ’80, vediamo Toyah cantare mentre i due maschietti suonano la chitarra. Non serve altro, del resto.
Se l’alta qualità audio video vi fa venire nostalgia delle solite cover domenicali, sulle nostre pagine potete comunque recuperarne molte delle premiata ditta Fripp & Toyah, tra cui Crazy Train di Ozzy Osbourne, Psychosocial degli Slipknot, Back In Black degli AC/DC, la versione Oktoberfest di Keine Lust dei Rammstein, All My Life dei Foo Fighters, Killing In The Name dei Rage Against the Machine, Devil Inside degli INXS, Zombie dei Cranberries, Creep dei Radiohead, Give In to Me di Michael Jackson (con il chitarrista in versione Slash), Won’t Get Fooled Again degli Who, War di Edwin Starr, Lonely Boy dei Black Keys, Rockin’ in the Free World di Neil Young, Bullet With Butterfly Wings degli Smashing Pumpkins, Blitzkrieg Bop dei Ramones, Should I Stay Or Should I Go dei Clash, Teenage Kicks degli Undertones, I Wanna Be Your Dog degli Stooges, Too Drunk to Fuck dei Dead Kennedys, Master Of Puppets dei Metallica, title track dell’ album del 1986 che ha segnato la storia della band di James Hetfield e soci, ma anche I’m Too Sexy dei Right Said Fred, Sympathy For The Devil dei Rolling Stones, Venus in Furs dei Velvet Underground, These Boots Are Made for Walkin’ di Nancy Sinatra, Chop Suey dei System of a Down, Sharp Dressed Man degli ZZ Top, Paranoid dei Black Sabbath, Satisfaction dei Rolling Stones, Gimme All Your Lovin’ degli ZZ Top, Girls, girls, girls dei Mötley Crüe, Ace of Spades dei Motörhead e My Generation degli Who.
