Recensioni

Mentre molte delle infuenze grunge e pop-punk che caratterizzano la musica di Nathan Williams erano già certamente udibili nei primi tre capitoli, è in questo Afraid Of Heights che gli Wavves prendono una decisa e marcata svolta verso di esse.
Il precedente King Of The Beach è stato un affare tra il surf-pop antemico e l’indie lo-fi, mentre i primi due capitoli erano più votati al divertimento rumoroso e alla distorsione (a volte fine a se stessa) con testi che attingevano da tematiche tipiche del grunge quali l’indolenza, l’estraniazione e la paranoia ma che non tentavano di ricrearne l’irruenza emotiva, optando per una leggerezza totalmente pop.
In questo nuovo lavoro invece, Nat affronta tematiche più depresse quali la morte e la perdita della speranza, con testi marcatamente “no hope no future” e attingendo dai Nirvana per linee vocali e accordi, tutto in tono con il nuovo materiale. Lo fa senza però rinunciare a dinamiche pop-punk à la Green Day che lo portano a scrivere hook infettivi, come quello di Demon To Lean On, per un sound a metà tra il cupo e il party da spiaggia.
L’irruenza e la ruvidezza del grunge viene quindi diluita in pop song mascherate, che cercano continuamente la soluzione catchy, molte volte senza trovarla. Questo contrasto continuo fra testi, struttura e arrangiamenti, finisce col togliere compattezza stilistica alla proposta, rischiando di irritare l’ascoltatore con episodi troppo derivativi quali Dog (The Stooges) e That’s On Me (Weezer) o semplicemente inconcludenti.
Mentre la personalità di Nathan riesce ad emergere bene attraverso i suoi testi, ciò non accade con la musica. Troppi i copia/incolla e quasi nessuna nuova idea sono decisamente poco per un progetto arrivato al quarto album.
Si potrebbe aprire tutto un capitolo sull’immaginario, se volete poetico, del ragazzo sullo skate che cresce e diventa adulto nell’assolata California. La letteratura e la pop culture americana se ne sfama da sempre. Ma la versione di Nathan difficilmente risulta spendibile. Se la scena grunge è veramente destinata a riesplodere a breve, ci auguriamo non lo faccia con i modi e i risultati artistici dei Wavves.
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