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Sesto album di studio, terzo di fila per Merge, What an enormous room sembra fare da contenitore all’estro compositivo di TORRES, pseudonimo della songwriter statunitense Mackenzie Scott. Un talento in fase di scrittura, il suo, che si è attestato con fermezza sin dai primi passi mossi, pur non conducendo a un autentico salto di popolarità, al di là degli arrangiamenti che ha di volta in volta prediletto nel corso del tempo con un certo eclettismo generale.
Dal debutto omonimo del 2013, per un’Americana nuda e cruda, è passato oltre un decennio, zigzagando tra nuance space cowboy e flirt trip hop, trovando in Three Futures e Silver Tongue i capitoli maggiormente affascinanti e a fuoco, compiendo un percorso che dalla vulnerabilità ha via via condotto alla fiera emancipazione. What an enormous room fa seguito al più radiofonico Thirstier del 2021 e riprende le redini di un discorso alt-synthrock che sa essere tanto coinvolgente, a tratti proprio catchy, quanto obliquo, pur sempre very smart.
Adesso residente nell’East Village di New York, con la moglie Jenna e il figlio adottivo Silas, Scott ha registrato What an enormous room nel North Carolina, dopo aver composto tutto in assoluto autonomia, avvalendosi del fondamentale contributo della cantautrice texana Sarah Jaffe alla produzione cristallina e degli aspetti ingegneristici curati da Ryan Pickett, mentre mix e master sono stati effettuati rispettivamente da TJ Allen (Bat For Lashes, Portishead) ed Heba Kadry. Jaffe e Allen hanno anche suonato assieme a Scott, che si destreggia in prima persona tra chitarra (il suo strumento principale), basso, sintetizzatori, organo, pianoforte e batteria programmata.
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