Recensioni

Londinese e chitarrista dei Battant, band post-punk molto 00s assimilabile agli Yeah Yeah Yeahs, Tim Fairplay è già un weatheralliano convinto fin dagli esordi della formazione. Il Two Lone Swordsmen ne riconosce la stoffa e un Weatherall Remix della sua U Know U Jack apre il secondo volume della serie Andrew Weatherall Vs The Boardroom (2009).
Come producer il ragazzo si mette sul serio un paio d’anni più tardi. Timothy J Fairplay EP è puro amore per i “due spadaccini solitari” e il remix del Nostro di Sleighride/Blizzar, con le tipiche chitarre riverberate, ne è la dimostrazione. In fissa per la old synth age cinematica con tutte le naturali convergenze con la Norvegia del continuum baldelliano e l’ampio spettro d’elettroniche vintage che abbracciano trasversalmente l’underground di questi anni, trax revival compreso (Cleopatra Loves The Acid / Bursting Through), il ragazzo arriva all’eppì Somebody, Somewhere per Emotional Response nel 2012, l’ideale preview della collaborazione a nome The Asphodells: synth Carpenter, drum machine, cassa rallentata e lenti Instagram.
C’è molto Tim nell’esordio Ruled By Passion, Destroyed By Lust e l’intelligenza di Weatherall sta anche qui, nell’esercitare un ruolo ai confini tra producer e bandmate, aggiungendo flavour exotic-goth (Beglammered) e altre trovate wave 80s style (We Are The Axis – notare la chitarra frippiana sul tappeto acid), candenze disco e occhio cinematico tra ebm e edm (Dub Minute’s Silence).
Figlia dell’elettronica analogica di vibrazione (e potenza) che rimanda alla radice Kraftwerk (The Quiet Dignity…), dunque dentro le analogiche che tuttora gasano, una tracklist (tra track e song) all’altezza del continuum personale dell’uomo di Screamadelica che ci regala le ennesime zampate: Late Flowering dub (tuffo nel suono degli spadaccini) e una splendida One Minute’s Silence (che omaggia Joy Division e New Order).
Amazon
