Recensioni
Dj Red
T.E.W.
The Prophets Are Smiling
iPHiiUNiCi 1/3
-
Nicolò Arpinati
- 21 Maggio 2019


Roma capitale anche della musica techno in Italia? Sicuramente agli inizi degli anni novanta, come ci hanno raccontato i due Frame in occasione dell’uscita del loro attesissimo esordio, ma anche in questo 2019 la Città Eterna sta tornado ad essere assolutamente centrale negli sviluppi del geometrico e plastico suono sviluppato innanzitutto a Detroit: così, dopo l’eccellente ritorno di Passarani che abbiamo degnamente celebrato qui a gennaio, è con grande trepidazione che andiamo ad affrontare due nuove brevi uscite, due EP, uno dei quali rappresenta un altro importantissimo comeback, mentre l’altro conferma non solo il valore e l’indiscutibile stato di grazia dell’autrice, ma anche la centralità della capitale italiana nello scacchiere techno internazionale.
Della scena techno capitolina i T.E.W. sono indubbi veterani: erano presenti agli albori e, dopo una pausa durata diciott’anni, sono tornati nel 2014 con un nuovo EP, a cui fa seguito ora questo iPHiiUNiCi 1/3, cinque tracce che spaziano dall’incalzante crescendo electro dell’iniziale BSKmst alla caotica e sci-fi proto-trance di T.A.W. AcidoLAGO PERacidoLido. Tra un estremo e l’altro spiccano poi un’elegantissima JennyPhone Search Plastic Boxes (che non sfigurerebbe affatto nella discografia del maestro Carl Craig) e soprattutto la meravigliosa ed emotiva deriva jazz di una Parco degli Aranci che omaggia giustamente la geografia romana. (7.3)
Non può vantare la stessa storica militanza la bella DJ Red, ma solo per una mera questione anagrafica, poiché sin dai primi anni zero la dj e producer si è distinta tanto come resident nei club cittadini quanto nei numerosi lavori rilasciati in vinile (ben sette 12” dal 2006): questo The Prophets Are Smiling affonda le mani nel sound più magmatico e oscuro (d’altronde sono più che frequenti le sue visite a Berlino, dove si è esibita in verissimi templi dell’elettronica in 4/4) con due tracce lunghe e coerenti pur nella loro eterogeneità. Sottolinea la continuità con le visioni techno romane più storiche la presenze di Lory D come remixer (e la sua versione di The Prophets Smiles suona dannatamente claustrofobica, riverberata e metallica). (7.0)
Se nello sfaccettato panorama contemporaneo della musica elettronica, le appartenenze geografiche appaiono quasi superate, le due release qui trattate ribadiscono come la techno sia sempre a casa sua tra le strade di Roma.
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