Recensioni

Non c’è dubbio alcuno sul fatto che la Svezia sia una sorta di “synth-land” felice, dove EBM, minimal synth wave, elettronica dark e sonorità post industriali possono contare su un folto gruppo di appassionati e sostenitori. Solo in ambito strettamente old school EBM vi sono moltissimi gruppi famosi anche livello internazionale. Gli Sturm Café, ad esempio, sono un nome di culto per i fan hardcore del genere.
Il duo nasce agli inizi degli anni Duemila ad opera di due adolescenti: Jonatan Löfstedt e Gustav Jansson (nati entrambi nel 1985). Originari di Gävle, antica cittadina nella contea di Gävleborg che si affaccia sul Mar Baltico, gli Sturm Café sono dediti ad una forma di old school electronic body music, minimale e aggressiva, cantata in tedesco, anche se si tratta di un tedesco un po’ caricaturale e sui generis, con un forte “accento svedese”. Dotati soltanto di un sintetizzatore a basso costo, un Atari e un 4 tracce, i due cominciano a fare musica, debuttando nel 2005 con l’album So Seelisch, So Schön! per la celebre label svedese Progress Productions. Il forte carisma e l’approccio “muscolare” alla materia EBM li fanno conoscere presto in tutta Europa. Nel 2010 si esibiscono anche in Italia, in una data al Traffic di Roma.
Dopo una lunga pausa, dovuta principalmente agli impegni di studio e di lavoro, una manciata di singoli ed EP (Tot EP nel 2008 e Koka Kola Freiheit nel 2010) e una raccolta di materiale di difficile reperibilità (Rarities del 2011), gli Sturm Café tornano in scena con un nuovo doppio LP intitolato Europa!. Il lavoro è uscito il 16 marzo 2015 in CD e il 19 aprile in doppio vinile per la label SCR. La versione in vinile contiene anche un ottimo remix del singolo Koka Kola Freiheit, ad opera del famoso techno producer tedesco Thomas P. Heckmann.
Il nuovo disco degli Sturm Café è una sintesi mirabile di cosa significhi fare old school EBM. Puro e semplice approccio carismatico e vitale alla musica elettronica, con forte attitudine iconoclasta e provocatoria. È musica teutonica per corpi che sfidano i ritmi delle macchine, liberandone il lato ludico, ironico e creativo, flirtando con un immaginario ”sensualmente” totalitario. L’approccio rigorosamente “old school” dei Nostri rielabora quanto fatto in passato dai gruppi pionieri del genere come DAF, Nitzer Ebb, Front 242, Pankow, Liaisons Dangereuses, etc, pur mantenendo uno stile e un’identità pienamente riconoscibili. Tutti i brani del disco funzionano magnificamente, avendo una propria personalità e riuscendo a bilanciare la giusta dose di melodia e di carica aggressiva. I pezzi suonano “catchy” quanto basta (un po’ come avviene con i conterranei Spark!), con elementi di derivazione synth pop inseriti in strutture ritmiche molto veloci (Europa e Stark, Schön und Elegant) o con pulsioni paranoiche e sintetiche (1632). Non mancano slogan urlati in tedesco, come avviene in Sicherheit, sorta d’inno da stadio elettro-Hooligan, un po’ alla Spetsnaz, altro celebre duo EBM svedese.
Se un brano come Meistermann riecheggia i migliori Front 242, Feuer und Eisen, invece, è un pezzo che ricorda molto i DAF di Alles Is Gut, nonché i nostrani Pankow. La carica sfrenata di Die Ende sublima in un brano lo spirito EBM fulminante degli Sturm Café. La furia del duo, all’interno del lavoro, si sfoga magnificamente anche nell’attitudine punk di Scheissnormal, dove Löfstedt canta “Ich bin ein scheißnormaler Mann…” (“io sono così fottutamente normale”). Koka Kola Freiheit, il singolo del disco (già edito in un 7” pollici nel 2010) è una feroce satira sulla socialdemocrazia e il consumismo. A livello musicale, sembra di ascoltare i Nitzer Ebb che suonano all’Oktoberfest, facendo proliferare (con la necessaria dose di ironia) un certo immaginario tutto nord-europeo.
Ascoltare gli Sturm Café fa un po’ pensare alle scena in cui il pugile russo Ivan Drago (icona cinematografica interpretata dallo svedese Dolph Lundgren) sfonda di pugni la faccia di Rocky Balboa (Sylvester Stallone): la cosa dà sempre la giusta dose di soddisfazione. Ascolto indispensabile per i fan del genere e piacevole sorpresa per chi avrà l’ardire di addentrarsi in questi territori.
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