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Celldöd è il progetto solista di Anders Karlsson, noto nella scena EBM svedese per essere parte del duo The Pain Machinery e per il suo coinvolgimento nelle performance dal vivo della band industrial Severe Illusion. Karlsson milita da anni nella scena stoccolmese, anche con la sua attività di DJ in ambito techno-EBM-New Beat. Con Celldöd Karlsson ritorna alle radici dell’EBM, eliminando le voci e tutti i dettagli superflui, alla ricerca di una visione cruda, minimale e purista del genere. L’hardware utilizzato, rigorosamente analogico, permette a Celldöd di creare, con l’ausilio di poche macchine scelte (TB-303, RRV-10, Yamaha PS400, etc) una musica EBM old school strumentale, sporca e primitiva, registrata live su nastro. Si tratta di un suono che, senza cercare velleità retrò, appare oggi aggressivo e contemporaneo, mettendo assieme techno ed EBM sulla scia di artisti come Silent Servant, Adam X e Terrence Fixmer (A Stoccolma Celldöd aveva aperto proprio il bellissimo concerto di Fixmer e McCarthy con un’ottima performance live).
Dopo una manciata di cassette per Complete Command/Complete Control Productions, Celldöd esce il 3 febbraio 2015 con Pulsdisco, primo EP 12″ del progetto, fuori per la label canadese Suction Records. L’EP presenta alcuni brani in precedenza usciti solo sulle due cassette Pulsdisco#1 e Pulsdisco#2, andate immediatamente esaurite.
Betong, il primo brano del disco, è puro aggressivo techno funk robotico che si avvita su se stesso, mentre l’incedere electro di Pulsdisco 1 ci regala una martellante techno per generazioni cresciute in un bunker. Poi è la volta dell’EBM old school alla D.A.F. di Deffad, che conclude degnamente la prima parte del lavoro. Nel lato B dell’EP troviamo una Pulsdisco 2 che amplia il discorso fatto con Pulsdisco 1: scariche di adrenalina electro-funk che scendono lungo la schiena. Segue Stålull (“lana di ferro” in svedese) in cui prevale un approccio “acid” implosivo, quanto grezzo e violento. Il disco si conclude con Som Rakblad (“come lamette”), in cui il battito in controtempo si fa lento, pesante e pulsante.
Sicuramente Celldöd è un progetto molto valido, da tenere d’occhio, che recupera lo spirito di una certa musica elettronica alternativa, senza compromessi di sorta, non concedendo nulla a tentazioni tanto pseudo-sperimentali, quanto pretenziose. Del resto, l’EBM delle origini è stata sempre la via “punk” alla musica elettronica europea, una musica da ballare con gli anfibi. Può non piacere, ma questo è; non dobbiamo dimenticarcene. Lavori come quello di Karlsson sono lì a ribadirlo. Grezzo quanto sincero ed efficace, Pulsdisco è sicuramente un buon biglietto da visita.
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