Recensioni

7.2

Da una parte abbiamo Siriusmo ovvero Moritz Friedrich, un tipo che nelle foto è spesso sommerso letteralmente dalle tastiere; dall’altra un collettivo capitanato da John Withers. Il primo è un producer tedesco con già una corposa carriera alle spalle fatta più che altro di singoli e collaborazioni anche grosse (Boys Noize e Snoop Dogg tra tutti), il secondo è esordiente e si fa ritrarre con altri ragazzi in giro per Cape Town o con Emmanuel Nzaramba con sfondi basic photoshop; al centro ci sono questi due lavori caldi ed estivi che tastano il polso di un presente ancora dominato da 80s sound, wonky beat e, in generale, da un’attitudine frulla-tutto figlia di questi anni di giri attorno al mondo internettari.

Per fare un paragone con la Paw Tracks degli Animal Collective, Friedrich è un po’ l’Ariel Pink della Monkeytown dei Modeselektor; per il duo tedesco, infatti, questo producer è un autentico genio ed è proprio per produrre la sua musica che è nata la loro etichetta (da quanto apprendiamo dai ragazzi di Resident Advisor che hanno visto il documentario We Are Modeselektor). Il producer tedesco però, al contrario di un Pink che va diritto al punto quando si tratta di produrre, ha faticato non poco per realizzare Enthusiast, l’atteso seguito di un esordio, Mosaik, che si muoveva su territori a lui familiari quali electro, house e french-touch.

Il risultato è tanto eccentrico – e, come suo solito, ricco di punti di fuga – quanto riuscito, generoso e ubriacante. Ascoltare le sue acrobazie di Doctor Break, Congratulator, Itchy e soprattutto l’omonima Enthusiast (pensate a un frullato di electro, hip hop, 80s, prog-idm, house, sushi à la James Ferraro in salsa fusion, Chemical Bros, bozzetti cabaret ecc.) è come ascoltare il disco di un produttore di LA a cui hanno somministrato l’intero catalogo Planet Mu degli esordi. E non è di poco conto che la cosa funzioni e fili via fluida. Curioso che anche l’esordio di John Wizards, altra miscela altamente variegata e instabile, goda degli stessi pregi. Qui parliamo di uno sviluppo floreale più che scatologico o “proggheggiante”, e troviamo una one man band – duo con Nzaramba in alcuni episodi e infine – live – band vera e propria – che con mentalità elettronica e laptop pastura 15 brevi intingoli che sono l’equivalente del primo album dei Vampire Weekend (quelli che guardavano diritti a Paul Simon) o all’Africa immaginata da Tune-Yards immaginati da un’angolazione da zapping televisivo 80s (iYoungwe). Mentre Enthusiast rappresenta un ritorno all’eccentrica prima fase di Rephlex e Planet Mu, l’omonimo di Withers è l’avamposto più lontano dal suono dell’etichetta di Mike Paradinas. Eppure, entrambi i lavori, al pari delle incursioni post-garagiste analizzate in un’altra recensione comparata, fotografano un’estate 2013 che non punta a stupire con futuri possibili ma, ancora una volta, con la continua ricombinazione di possibilità e tradizioni differenti.

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