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È un percorso di metamorfosi costante e inarrestabile, quelle intrapreso ultimamente dal producer salentino Simone Gatto. Dopo i validi esordi techno, culminati nel disco del 2016, l’ottimo debutto Detachment, il poliedrico artista originario della provincia di Lecce, complici gli studi in musicoterapia, ha iniziato a muoversi verso territori più placidi e riflessivi. Già il sophomore, il monumentale doppio Heaven Inside Your Frequencies coniugava le due tendenze, sviluppando nelle sue due lunghe parti una notevolissima quantità di idee importanti sia per la scena techno, sia per l’ambient più riflessiva.
In questo 2020 ritroviamo Simone oramai completamente immerso nella dimensione musicoterapica, tanto da essere divenuto nel frattempo membro attivo di Artedo, l’associazione nazionale di arte-terapia. E proprio Artedo distribuisce (insieme a una delle etichette del producer stesso, Pregnant Void) il nuovo Harmonic Resonance System 432 Hz, pubblicato soltanto in digitale e, inaspettatamente, in CD. È una scelta questa però funzionale: l’opera è pensata infatti come un supporto per varie pratiche meditative, al fine di contribuire al rilassamento e aumentare la salute, invertendo gli effetti dannosi dello stress.
Aperto dal suadente (e a tratti spettrale) sussurrare di Flora Parente nell’iniziale The Art of Listening, Harmonic Resonance System 432 Hz prosegue esplicitando completamente, nella successiva Balancing Your Emotions, le qualità rilassanti della voce umana, grazie al contributo di Tea Baldini Anastasio e del suo lirismo vocale. Potenzialità che però possiedono anche altri suoni, come i field-recordings di fenomeni naturali (nel disco tornano spesso campioni di pioggia che cade, del correre dei fiumi, ecc…) e determinate frequenze (come quelle citate già nell’intestazione dell’intera opera o quelle evocate nel sospeso climax di 528 HZ Solfeggio – Theta Brainwaves Entrainment). Non manca un riuscito omaggio al Brian Eno più ambient e minimale (The Golden Ratio – Genetic Music) e la bravura di Simone Gatto riesce a evitare che i toni quieti e pacifici su cui muove l’intero album risultino poi stucchevoli: lo provano i bassissimi droni di Delta State – Access To Unconscious Mind e i perturbanti e disturbati incroci di sospiri e accordi elettronici di Wakefulness.
Quasi in conclusione ritorna la voce umana, ancor più catartica che in precedenza (le digitali memorie soul dell’ugola di Merialma Colucci in quel pregiato diamante digitale che è Salvation), ed è la conferma del valore e della qualità di un’opera che coniuga forza estetica e funzionalità, riuscendo a eccellere in entrambe.
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