Recensioni

È un affascinante viaggio sonico in angoscianti futuri che potrebbero non essere neppure così lontani, quello inaugurato dallo sperimentatore elettronico svizzero Simon Grab nell’ep uscito a maggio di quest’anno: le quattro tracce che componevano Extinction (il cui unico difetto probabilmente era quello di durare troppo poco), altro non erano infatti che il preludio a questo nuovo lavoro, Posthuman Species. Così, dopo averci accompagnato in una landa sonica che ha assistito alla scomparsa dell’essere umano (e della vita per come noi la conosciamo), Simon prosegue la sua esplorazione, fotografando l’emergere di un qualcosa di nuovo.
È fantascienza (insieme post-apocalittica e, come spesso accade, anche terribilmente ammonitrice) in musica, ovviamente elettronica, e come è giusto che sia l’ascolto è ostico sì, ma anche fascinoso, inquietante e magnetico: il producer, affiliato alla conterranea etichetta OUS (che si dimostra, ad ogni uscita, sempre più rilevante), si muove attraverso i cinquanta minuti abbondanti dell’opera affrontando ora coltri di echi e feedback analogici (The New Kind) da cui emergono incostanti beat distorti, quasi fossero nuove creature (Biomechanoids) saltellanti e curiose, ora i frastornanti tentativi di comunicare di nuove tecnologie ancora incerta (Neurotransmitters). Caratterizzato da uno spiccato senso della narrazione e da una altrettanto evidente vena descrittiva, Posthuman Species sembra quasi correre verso il proprio finale, come accade ai romanzi migliori: tra New Horizons tutt’altro che accoglienti e il brulicare riverberato di nuove vite che si moltiplicano sotto i nostri occhi (Observatory), tra alienante noise digitale (Altered Sleep) e paranoiche derive industrial (Metanoia), il quarto d’ora della title track posta in conclusione spicca non solo per la notevole lunghezza, ma per la capacità di riprende tutte le suggestioni sparse precedentemente nel disco e amalgamarle in maniera organica e coraggiosa.
Apice creativo di un anno eccezionalmente prolifico per Simon Grab (oltre ai due capitoli di questa saga sci-fi musicale è infatti uscito anche l’ottimo ep Diamonds, realizzato in collaborazione al rapper togolese Yao Bobby), Posthuman Species è un album che riesce a trasmettere pienamente la visione, immaginifica e personale, di un artista che speriamo attiri tutte le attenzioni che merita.
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