Recensioni

Nonostante la giovane età, la canadese E-Saggila può vantare già una discografia ampia e interessante, con uscite sulle principali etichette internazionali: il nuovo My World My Way segna l’approdo sulla svedese Northern Electronics fondata dal collega Varg, ma prosegue un discorso sonico avviato in precedenza.
Con una durata che non raggiunge neanche i trenta minuti, My World My Way riesce però a colpire l’ascoltatore con intuizioni che raccolgono e rielaborano certe tendenze più estreme della dance-music, inserendole in un contesto dove la suggestione della verticale skyline di Toronto appare centrale tanto quanto le preoccupazioni espresse dalla contemporanea corrente HD dell’elettronica mondiale: a dimostrazione di quanto detto, basta citare l’iniziale Aziza, uno dei momenti più caotici e harsh dell’intera opera, dove si scontrano riferimenti gabba e il noise elettronico più sperimentale e politicizzato. Il prosieguo dell’album offre poi curiose interpretazioni del verbo electro detroitiano, dirottate su coordinate più frammentate e così ossessive da sfociare quasi nel breakcore più violento (Crimson Liquescence, uno dei brani migliori del disco), mentre le influenze hi-tech emergono soprattutto nell’ambient cacofonica di Stars Dying in Succession e della title track, e nel soul apocalittico di una Pattern Obbligation che pare prendere l’ultimo ed emozionale Oneohtrix Point Never e portarlo nella Rotterdam dei primi anni novanta.
L’emergere di scansioni ritmiche che rimandano a hip-hop e specialmente al grime in Alia, insieme a un cantato fortemente debitore verso lo screamo più disperato, suggerisce la possibilità di produzioni future ancor più iconoclastiche e ruggenti: estremo ed eclettico, ostico e insieme avvincente, My World My Way conferma E-Saggila come una producer forse ancora un poco acerba, ma assolutamente da seguire nel suo percorso artistico.
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