Recensioni

7.2

La giovane label nostrana Dissipatio propone lavori elettroacustici coraggiosi senza rilassarsi su stantii discorsi accademici. Dopo gli interessanti album di Alessandro Ragazzo e del misterioso progetto Heimito Künst, prosegue tirando in ballo due nomi forti del panorama sperimentale europeo, ovvero quelli del maestro indiscusso del suono post-industriale Simon Balestrazzi, fondatore dei seminali T.A.C. e attivo in progetti di peso come, tra gli altri, Dream Weapon Ritual, e Paolo Sanna, percussionista e improvvisatore di notevole esperienza con all’attivo una fitta discografia di collaborazioni e lavori solisti.

Nell’incontro, i due trovano l’occasione di lavorare sul sostrato elettroacustico in modo distintivo, rileggendo in chiave improvvisativa – con percussioni, oggetti ed elettronica analogica – strategie espressive di artisti come Toshiya Tsunoda, Taku Unami e Christian Wolff. Ne fuoriescono 6 “canzoni interrotte”, dove è chiaramente palpabile la mano degli esecutori ma anche la loro capacità di dettagliare uno spettro infinito di possibilità interazionali, vario ed astratto, tramite precise scelte linguistiche utili alla costruzione di un discorso ben definito. Il senso del titolo risiede proprio nella strategia di fondo di rifinire dei quadri istantanei con una cura auto-conclusiva che tiene conto del fruttuoso influsso dell’aleatorietà, ma che allo stesso tempo evita l’indeterminatezza casuale.

Tessiture scheletriche efficacemente meditate che giocano abilmente con i contrasti spaziali, in un costante lavoro di analogie e di particolari call and response, attraversate da dettagli sonori febbrili ma che incentivano in modo decisivo la componente ipnotica conferendo ad ogni singolo movimento sfumature diverse. Field recordings diluiti in distensioni e rarefazioni puntiformi, slabbrature metalliche incanalate in flussi meditativi, intagli di pulsazioni e risonanze luminescenti, bordoni che si trascinano su dinamiche very slow à la John Cage e panorami estatici osservati da lontano. Data la personalità e la fattura del lavoro, non possiamo che augurarci che questo sia solamente il primo tassello di una lunga prassi collaborativa.

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