Recensioni

Dopo essere stato, tra il 2005 e il 2009, componente decisiva della scena electroclash, il duo mancuniano Simian Mobile Disco, composto da James Ford e Jas Show (già membri della rock-band Simian), ha intrapreso dal 2010 la via di un’elettronica più morbida e vellutata, scevra dai colpi ruvidi del periodo precedente. A distanza di due anni dall’electro-techno ipnotica di Welcome to Sideways, il progetto torna con un disco che punta, ancora una volta, sull’ibridazione.
L’incontro in questo Murmurations avviene tra una techno a volte pensosa e ambientale, altre festosa e tribale, e le coralità spirituali del collettivo Deep Throat Choir, progetto tutto al femminile, dedito a sonorità indie-alternative. Detto così, ci si aspetterebbe un classico e abusato connubio tra sentimento e cassa dritta berlinese, e invece il duo riesce a sorprenderci in positivo scegliendo una formula che bilancia ritmi danzerecci, atmosfere etniche e spiritualità, come accade in Hey Sister, We Go e Caught In A Wave. Tre pezzi che, nonostante pecchino per essere troppo simili tra di loro, raggiungono l’obiettivo prefissato dai due e espresso nella nota stampa: risultare vincenti sia nell’ascolto in cuffia che tra le mura di un club. Il concept si ripete con successo anche in V Formation, dove grazie a un azzeccato uso di tappeti sintetici e pad, l’aspetto trascendentale non si perde con l’assenza delle voci del collettivo, e nell’ambient dronica e celestiale di Gliders e Murmurations.
Il rischio di appiattirsi su una consolidata formula indietronica era alto. I Simian Mobile Disco sono però riusciti a evitarlo lavorando di fino su un riuscito mix di tribalismi e spiritualità.
Amazon
