Recensioni

6.0

Se non abbiamo contato male, questa dovrebbe essere la 23esima antologia del cantautore, comprese le due uscite all’epoca (vera) del vinile: un numero enorme se si pensa che la sua carriera conta circa 8 anni e 6 album da studio, e l’argomento dell’eccessivo (e insultante) sfruttamento postumo, con corollario di inediti pubblicati male e in modo da spillare più soldi possibile al fan completista, l’avevamo già affrontato in questo articolo, al quale rimandiamo per un’idea sulle proporzioni del fenomeno (e nel quale scrivevamo, invano, «speriamo che lo stillicidio di gracchianti demo inediti sia finito»).

Intanto osserviamo che, come prevedibile, questa nuova raccolta non è nuova davvero: conferma infatti una politica di monetizzazione del passato nella quale è buona qualsiasi ricorrenza pur di avere il pretesto di un ulteriore riciclo di materiale arcinoto e collaudato, per di più fatto con pochissima cura. Stavolta l’occasione sono i 40 anni di Ahi Maria, geniale e fortunato singolo del 1979 (dall’album Resta vile maschio dove vai), celebrati con un’antologia dallo stesso titolo e fatta secondo le stesse opinabili modalità di sempre.

In particolare, si tratta 4 CD ma da 12 canzoni l’uno, come certe antologie che circolano da un po’ e che hanno l’aria da una parte di venire incontro al fatto che oggettivamente i CD troppo lunghi non si ascoltano bene, dall’altra di promettere più di quanto diano davvero. Di questi, tre sono dedicati all’antologia vera e propria, in generale buona ma, come in praticamente tutte le altre, con qualche assenza e qualche inclusione che lasciano perplessi: che ci fanno, in un’antologia che si presenta col sottotitolo di “definitiva”, brani come Su e giù, Fontana chiara e A Khatmandu? Ce n’erano altre, tra i non singoli, che avrebbero meritato attenzione (per dirne due, il manifesto di Cerco o quello più obliquo e animato da pennellate sociali di Cogli la mia rosa d’amore).

Il quarto disco è invece dedicato a “rarità, live e omaggi di altri artisti” – tutto già edito, ovviamente, e scelto in modo apparentemente casuale. Le (poche) rarità, infatti, sono brani dal vivo che vengono da Live and Rarities e le cover provengono dal tributo Dalla parte di Rino (e in parte erano già state riprese sulla raccolta Solo con io) e, anche se non sono le peggiori (il Daniele Silvestri che rilegge con delicatezza Sfiorivano le viole merita, anche la PFM col campionamento di Rino in E cantava le canzoni, e il Cristicchi de Le beatitudini è passabile, mentre si capisce meno la Giusy Ferreri che rifà Ma il cielo…), non si capisce cosa aggiungano al profilo artistico del cantautore (l’inclusione del Grignani enfaticissimo che rifà Aida e il Fabrizio Moro un po’ più contenuto in Escluso il cane si possono capire perché apparsi solo su un 45 giri accluso nel 2017 alla ristampa in vinile di Aida, ma solo da un punto di vista filologico).

In realtà un “inedito” ci sarebbe: la versione demo di Ahi Maria, appunto, ancora abbozzata ma già esuberante e “messicana” ancor prima che Gaetano decidesse di andare a registrare lì parte del disco, versione “fornita dalla famiglia” (col solito contagocce, aggiungiamo noi), la quale famiglia ha rivelato al curatore del ricco libro accluso al disco che il brano sarebbe “riferito alla madre” e non a una fidanzata: chissà se è vero, se è un modo per normalizzare la figura del cantautore scomparso o se si stia riciclando quanto si diceva di Vedrai vedrai di Tenco. Quello che è sicuro è che, al netto della bellezza delle canzoni, si tratta dell’ennesima operazione opinabile e furbetta, e che questa non è certo la “raccolta definitiva”, almeno nel senso di quella che chiude i discorsi (in 4 cd avrebbe potuto entrare una selezione veramente ampia – i 6 album stanno su 3 – più un ampio numero di rarità); l’unica speranza è che “definitiva” voglia dire che non ce ne saranno altre: e quello sarebbe un grandissimo pregio.

(Il voto è la media tra quello che daremmo alle canzoni e quello che meritano questa operazione e in generale la politica di sfruttamento postumo sull’opera del cantautore. E se si cerca una raccolta la migliore, è ancora La Storia, o al limite Figlio Unico).

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