Recensioni

A tre anni dal sophomore-album Crystal Smerluvio Riddims, un disco il cui titolo già esplicitava ampiamente le atmosfere e i suoni delle tracce ivi contenute, tornano i Rainbow Island, il gruppo romano, composto dal batterista Simne Donadni, dagli sperimentatori elettronici DJ Kimchi e Pikkiomania (verissimo animatore delle notti più alternative della Capitale) e dallo storyteller Lou Geoscorpio, torna con un nuovo lavoro che ne celebra l’approdo presso una label sempre più rilevante, l’italiana ArteTetra.
La prima cosa che salta all’occhio (e all’orecchio) è l’estensione del nuovo lavoro, Illmatrix: rispetto alle fatiche precedenti, entrambe composte da una manciata ridotta di brani dal minutaggio assai importante, questa volta i quattro Rainbow Island sono andati sviluppando un lungo viaggio sonoro in cui s’incontrano, in momenti differenti o anche fusi insieme in ibridi inediti, i generi, i ritmi e le passioni che da sempre caratterizzano la proposta del visionario trio capitolino.
Illmatrix si sviluppa lungo ben dodici tracce che, tenendo spesso il drumming impazzito di Simne Donadni come bussola, muovono dall’elettronica psichedelia saltellante dell’iniziale Jesterbus Ride per arrivare alle liquide e ottundenti inflessioni hd della conclusiva Dreamerz: nel mezzo tanta Giamaica (ovviamente una Giamaica parallela, forse virtuale, sicuramente disorientante) come negli echi e riverberi fuori fase di Paywall Dub e nel cantilenante incedere ritmico della breve e ipnotica Moan Fi Dem, ma anche incursioni in un jazz-rock futurista e futuribile (Goji Fusillade) e tentativi, riuscitissimi, di sfondare ogni barriera per generare sonorità assolutamente nuove e insieme ancestrali (Simmia), tra paranoidi mantra digitali (Master Morbo) e piogge sintetiche di percussioni che evocano una ritualità interplanetaria (Snek Bump Trick).
Costruito intorno a un concept lisergico e ludico che merita di essere approfondito nelle note del disco, Illmatrix è un disco talmente ricco di inventiva e di sorprese da risultare quasi stupefacente, un’abbuffata multidimensionale di stimoli sonici e intellettuali.
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