Recensioni

È sempre interessante, quando si arriva in largo anticipo ad un concerto, mettersi ad osservare il pubblico che accorre ad ascoltare la band che sta per esibirsi. Cercando, in qualche modo, di studiarne la composizione e la tipologia, formandosi così un identikit dello spettatore ideale di un determinato artista. Un elemento molto interessante da prendere in considerazione in tal senso è certamente il vestiario che consciamente si sceglie di indossare e mettere in mostra in occasione della performance.
Una volta giunti nella sempre splendida cornice dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma basta guardarsi un po’ intorno per scovare magliette di Aphex Twin, chissà, forse acquistate proprio al recente concerto a Villafranca di Verona. La scelta è comprensibile, dato che i Plaid sin dal loro esordio condividono con Richard D. James il far parte del leggendario roster di artisti targati Warp Records, vero e proprio marchio di fabbrica di quel suono cerebrale anche conosciuto con l’etichetta di “Intelligent Dance Music”. Fanno capolino, però, anche le t-shirt dello storico Autobahn dei Kraftwerk e del più recente Anima di Thom Yorke, la sua ultima prova sulla lunga distanza prima di formare il trio Smile. Insomma, il pubblico è quanto mai eterogeneo e formato da appassionati di musica elettronica di tutte le età, spaziando dal fanatico del kraut rock all’adepto del sorridente trickster RDJ.
A conti fatti tutto torna dato che la formazione composta da Ed Handley e Andy Turner, sebbene non possegga l’aura mistica che aleggia attorno al tridente composto da AFX, Boards of Canada e Autechre, ha lasciato un segno indelebile nella musica IDM sin dall’esordio di Not For Threes. Un duo, quello dei Plaid, capace di reinventarsi costantemente e, arrivato all’undicesima prova sulla lunga distanza, ancora estremamente in grado di tastare il polso del presente dominato dalla piena automazione algoritmica con il loro retrofuturismo hi-tech. È, infatti, proprio a Feorm Falorx del 2022 che viene dedicata l’esibizione nella Sala Petrassi all’interno del Roma Europa Festival 2023, ormai entrato nel vivo della propria programmazione.
L’interessante concept del disco, riproposto dal vivo nella sua interezza, è quello di un pianeta alieno che si trova ad ospitare la rassegna di musica elettronica più grande di sempre. Nell’immaginario dei Plaid, ovviamente, i due musicisti ne hanno preso parte e sono tornati sulla terra per farci ascoltare le composizioni proposte al pubblico di Feorm Falorx. Poco dopo le 21:00 le luci si abbassano e per circa novanta minuti i numerosi presenti – il parterre è andato sold out – vengono catapultati verso mondi lontanissimi. Le ritmiche intricate e il gusto melodico della band vengono accompagnate dalla performance della videoartist Emma Catnip, già autrice di alcuni filmati per la formazione.
Il risultato è un connubio audiovisivo immersivo e multisensoriale in cui le proiezioni diventano parte integrante della performance, reagendo in diretta alle pulsazioni delle grancasse e agli altri input sonori dei musicisti. Un viaggio attraverso caleidoscopi di colori, frattali e ambientazioni solarpunk che si collocano a metà tra le copertine dei dischi dei Tool, un concerto di Björk, un bad trip indotto dal DMT e un videogioco come No Man’s Sky. L’artista visuale utilizza moderni algoritmi di intelligenza artificiale per mutare a ritmo di musica tutto ciò che viene mostrato su schermo: ecco che, ad esempio, il casco di un cosmonauta diventa un volto femminile e che la natura cambia costantemente l’aspetto della propria flora e fauna in un tripudio di colori e stimoli sensoriali.
Non mancano neppure rimandi alla glitch art, alla pop art e alle estetiche tipicamente riconducibili all’immaginario artistico di intelligenze artificiali come Midjourney e DALL-E. Il flusso sonoro sgorga incessantemente ed è interrotto solamente un paio di volte, come accade per CLOCK, l’unico encore della performance e uno dei pochi brani eseguiti oltre all’ultimo album. Uno dei punti più alti della performance viene raggiunto su Dancers, quando sullo schermo posto alle spalle dei musicisti appare una ballerina che volteggia a ritmo di musica.
I brani di Feorm Falorx dal vivo acquistano la tridimensionalità che giocoforza manca su disco, tramutandosi in una vera e propria performance che sfuma il labile confine tra videoarte e musica elettronica IDM. Si passa senza soluzione di continuità dall’incalzante ritmica 80s di Wondergan, accompagnata da un tunnel di colori, alla distopia cyberpunk di Cwtchr, attraversando passaggi più ritmicamente complessi à la Autechre come Wide I’S e incalzanti sprazzi post-punk come Nightcrawler. Non dimenticandosi mai del gusto per la melodia che distingue tutte e dieci le tracce.
Uscendo dalla sala del Parco della Musica si ha la sensazione di essere stati presi per mano e accompagnati in un viaggio astrale che ci ha permesso di attraversare mondi lontanissimi, galassie remote e pianeti in cui si celebra la musica elettronica. Non molte band possono vantarsi di riuscire in imprese del genere, soprattutto dopo oltre trent’anni di carriera. I Plaid ce l’hanno fatta.
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