Il poster di Romaeuropa Festival 2023
Dal 6 Settembre 2023 al 19 Novembre 2023

Romaeuropa Festival 2023

Al confine tra musica, teatro, danza e digital, Romaeuropa Festival 2023 si svolge quest’anno dal 6 settembre al 19 novembre.

Creando un dialogo tra linguaggi ed estetiche, visioni presenti e proiezioni future, la trentottesima edizione dell’evento capitolino si propone di esplorare le “geografie del nostro tempo” attraverso 90 spettacoli e 300 aperture di palcoscenico che hanno coinvolto un totale di 500 artisti.

La trentottesima edizione del Romaeuropa Festival è una fotografia della geografia delle arti, un invito alla scoperta della pluralità delle prospettive offerta dalle sensibilità degli artisti e dal loro racconto di quel “mondo fluttuante” che è il presente
Fabrizio Grifasi, direttore del festival

Per quanto riguarda la musica e le sue intersezioni con il mondo dell’arte, sul palco della Cavea presso l’Auditorium Parco della Musica troviamo innanzitutto una leggenda della techno come Jeff Mills che, assieme Jean-Phi Dary e Prabhu Edouard e la coreografa Anne Teresa De Keersmaeker, presenterà Creation 23, uno spettacolo tra musica e danza incentrato sulle radici del pop e del blues.

Il festival celebra inoltre Franco Battiato grazie a Sentieri Selvaggi, un concerto esclusivo con le composizioni classiche d’avanguardia scritte dal compianto artista. Spazio anche per il “canto contro la guerra” affidato al quartetto folk originario di Kiev DahkaBrakha che mescolerà musiche della propria tradizione con ritmi provenienti da tutto il mondo.

Di fatto la musica attraversa l’intera edizione di REF 2023. L’Ensemble Modern di Francoforte sarà presente con due spettacoli: Fantasie Meccaniche (una co-realizzazione con Villa Massimo – Accademia Tedesca Roma), con le musiche di Ondřej Adámek, Unsuk Chin e Vito Žuraj e Xerrox Vol.4 (in co-realizzazione con Fondazione Musica per Roma) assieme ad Alva Noto, un’opera strumentale arrangiata appositamente per l’ensemble tra musica, video e installazioni luminose.

Il festival ospita inoltre Ben Frost, mentre Caterina Barbieri presenta nella cornice del Teatro Argentina l’album Spirit Exit così come i Plaid l’ultimo lavoro Feorm Falorx (una co-realizzazione con Manifesto Fest). Non ultimo Tovel (aka Matteo Franceschini) che unisce in Gravity suoni acustici (pianoforte, sassofono, archi) e synth modulari.

Il teatro musicale continua ad essere frontiera di ricerca per la regista greca Elli Papakonstantinou e l’eclettico musicista Ariah Lester che reinventano il mito di Dioniso nello spettacolo The Bacchae; il regista Luigi De Angelis, assieme alla cantante americana Claron McFadden e Muziektheater Transparant, imbastiscono invece una dedica a Nina Simone, mentre il producer e pianista Dario Bassolino e il regista Rosario Sparno, portano in scena il proprio Livietta + Tracollo da Giovanni Battista Pergolesi.

Se il pianista e compositore Fabrizio Ottaviucci conclude il suo percorso pluriennale dedicato alla monumentale Treatise di Cornelius Cardew, l’Atom String Quartet insieme a Leszek Możdżer – tra i più eminenti musicisti jazz polacchi e pianista di fama internazionale – dedica un omaggio al musicista di riferimento dell’avanguardia polacca Krzysztof Penderecki in una serata presentata con l’Adam Mickiewicz e il Ministero della Cultura Polacco.

Traccia inoltre una linea di connessione tra il grande repertorio della fine del romanticismo e dell’inizio del ventunesimo secolo e creazioni per pianoforti ed elettronica Augmented Pianist, recital presentato dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia con la rockstar del virtuosismo pianistico Simon Ghraichy e il compositore Jacopo Baboni Schilingi.

Al Mattatoio vanno in scena tre giornate dedicate all’attuale pop italiano. Si esibirà La Niña che fonde lingua e tradizione napoletana con sonorità pop e urban; echi di Sardegna attraversano invece i live di Vieri Cervelli Montel e Daniela Pes per lo showcase di Tanca Records, l’etichetta fondata da IOSONOUNCANE. Mentre trap e hyper-pop convivono nella proposta della bresciana Miglio e del cantautore di origini rumene Rareș; voci soul e svariati richiami ad atmosfere tropicali, caratterizzano il sound del giovane Ethan presentato in collaborazione con Alcazar live (partner dell’intera rassegna) mentre sintetizzatori analogici e techno caratterizzeranno i concerti finali di Marta Tenaglia e della romana Whitemary.

Completano la sezione i Djset a cura di Fischio e il programma de Le Parole delle Canzoni presentato da Treccani che, dopo i tour negli istituti italiani di cultura all’estero (grazie alla collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale), torna all’interno del Mattatoio con i suoi incontri tra musicisti e scrittori.

Il finale dell’edizione, il 19 novembre, vedrà all’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” una giornata dedicata alla contaminazione e alle nuove sonorità del continente africano: protagonisti Qudus Onikeku, Ballaké Sissoko in dialogo con l’acclamato compositore e sound artist Lorenzo Bianchi, la stella luminosa del “desert blues” Bombino, e l’icona Fatoumata Diawara che presenta l’album prodotto da Damon Albarn London Ko.

Il festival prosegue oltre la sua chiusura con uno speciale appuntamento “extra” presentato dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia: approda finalmente a Roma il compositore e direttore cinese, Ambasciatore Unesco e Grammy Award, Premio Oscar e Leone d’Oro Tan Dun per dirigere Orchestra e Coro dell’Accademia nella sua visionaria Buddha Passion.

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