Recensioni

Sembra passata una vita da quando i primi produttori witch house iniziarono a spuntare sul web mentre la Tri Angle aveva all’attivo una manciata di artisti e Balam Acab come unica release fisica. Eppure non sono trascorsi neanche tre anni.
oOoOO, producer di San Francisco allora sconosciuto, se ne uscì di lì a poco per l’etichetta di Brooklyn con un perfect pop albore fortemente innovativo sulle spinte ipnagogiche dell’epoca, affermandosi come uno dei pionieri delle sonorità drag. Dopo un paio di EP, arrivati al 2013 con quella fiamma witch (in senso stretto) sempre più fioca, oOoOO ovvero Chris Dexter si trasferisce sull’isola di Bozcaada in Turchia e fonda la Nihjgt Feelings, etichetta che debutta con questo primo full-leght.
Sotto un’ottica banalmente modaiola Without Your Love può essere facilmente classificato come un lavoro fuori tempo massimo. Questo secondo la ragione – non sempre condivisibile – per cui una manifestazione musicale culturale dalla forte comunicatività dovrebbe necessariamente spegnersi alla stessa velocità nella quale brucia. Le stesse produzioni witch, ferme ormai da tempo, in chiave post- sembrano definitivamente essersi spostate dalle forme letteramente più “dubsteppare” di Holy Other alla nuova dark ambient cavernosa e monolitica di marca Raime o all’abstract trap sulla scia Girl Unit. A ribadirlo pare proprio la stessa Tri Angle con le recenti pubblicazioni di The Haxan Cloak e di un indeito Evian Christ in salsa field recording, irriconoscibile dal nu-r’n’b di Kings and Them.
Se non altro questo full-lenght riassume tutta l’essenza oOoOO andando persino oltre le fondamenta gettate in passato. Le due parti del disco, pur mantenendo il mood, variano nelle modalità compositive in maniera considerevole. Se nel lato A primeggia un oOoOO più classico e vistosamente pop – pur sempre filtrato da quella scena di Montreal che lui stesso ha influenzato, nonché della ex collaboratrice Butterclock – e il singolo Stay Here (ft. M.L.), voltando il disco si scopre una chiave prevalentemente strumentale. Vengono infatti rispolverati e ripuliti i bassi alla codeina “choppati” dei Salem (The South) e le ritmiche witch-step (Mouchette), pur sempre alla ricerca di un’attitudine moderna che attinge dai più recenti ed oscuri trend post-witch – sopra citati – e persino dalla sinuosità di Andy Stott (Misunderstood).
Chris Dexter, con qualche trovata degna di nota, è capace di dare ancora emozioni, rilanciandosi con un progetto discografico ambizioso in una location insolita, supportato da “devoti” musicofili locali.
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