Recensioni

7.7

Maschinenzimmer 412 (meglio conosciuto come Mz.412) è il progetto “black industrial” del musicista svedese Henrik “Nordvargr” Björkk. Con Mz.412, il gigante scandinavo (conosciuto anche per essere la voce del gruppo EBM Pouppée Fabrikk, oltre che per i suoi progetti power electronics e martial: Folkstorm, Toroidh, etc…) esplora un territorio liminare tra black metal, industrial, power electronics, martial e dark ambient, costruendo così uno dei progetti più estremi e inquietanti della scena “nera” nata attorno alla leggendaria label Cold Meat Industry. Attivo dalla fine degli anni Ottanta, Nordvargr, dopo i primi due lavori death industrial/power electronics a firma Maschinenzimmer 412, negli anni Novanta (sotto la sigla Mz.412), realizza capolavori come In Nomine Dei Nostri Satanas Luciferi Excelsi (1995), Burning The Temple Of God (1996) e Nordik Battle Signs (1997), tutti ottimi dischi che marchiano a fuoco la storia della musica post industriale estrema. Mz.412 diventa ben presto un culto, ispirando anche molti progetti e gruppi degli anni Zero (ad esempio: IRM, Karjalan Sissit e Trepaneringsritualen, solo per fare qualche nome).

Il 2 marzo 2015 è uscito Hekatomb per la label inglese Cold Spring, registrazione di una performance rituale realizzata a Londra al The Garage nel marzo 2011, con una line-up formata per l’occasione da Nordvargr, Drakh, Ulvtharm e Werdenskog. Il lavoro propone in versione live la reinterpretazione di svariato materiale realizzato come Mz.412 nel corso degli ultimi 23 anni. Le tracce sono 14, indicate solo con numeri romani.

L’ottima registrazione del live riassume magnificamente quanto fatto in precedenza da Mz.412 raccogliendo tutte le varie anime (nere) del progetto in un lavoro devastante quanto pervaso di potenza, desolazione e senso di angosciante claustrofobia. Si tratta di una musica essenzialmente implosiva (pur mostrando, a tratti, catartiche deflagrazioni esplosive) che lavora sulle frequenze e sulla stratificazione sonora, colpendo diretti allo stomaco. Non c’è dubbio alcuno: non si può proprio essere indifferente alla musica di Mz.412; aperto il vaso di Pandora, o ami questo tipo di musica o non riesci a sopportarla. Prendete i primi Throbbing Gristle e immergeteli sino al midollo nello spirito black metal scandinavo primigenio (non black metal inteso banalmente come stile musicale, ma come alta attitudine spirituale alla Nietzsche), conditelo con il death industrial di marca Brighter Death Now: il risultato che avrete sarà l’ecatombe realizzata (anche dal vivo) da Mz.412.

Potenti e martellanti clangori industriali creano un flusso sonoro da cui magmaticamente affiorano marce militari in stile Puissance (la traccia II, versione live di Infernal Affairs I, e XIV, in origine Overthrowing European Christianity) e atmosfere dark ambient alla Raison D’être (VIII, ovvero Invok Satha 412.71), voci demoniache (IVDeklaration Of Holy War-, VI -Wound Of A Fallen Warrior-) e registrazioni d’invocazioni da rituali esoterici (XMourning Star-) compaiono a sprazzi nel corso della performance, unite a urla lancinanti che affiorano tra mille distorsioni elettroniche (VIIPoint of Presence-). Non mancano episodi ipnotici in cui si può quasi scorgere una marea nera che monta progressivamente al suono dei tamburi da guerra (X), prima che folgori di rumore si rovescino come martelli addosso all’ascoltatore.

Un lavoro come Hekatomb serve anche a ricordare da dove viene un certo tipo di musica estrema, che affonda le sue zanne nell’underground musicale svedese. In attesa di una nuova uscita del progetto con materiale inedito non si può che consigliare la registrazione di questa incredibile performance live, sorta di affascinante viaggio dantesco. Le giovani leve del rumore (noise, drone harsh, etc) sono pregate di prendere appunti. Per citare il film Simon del deserto del regista Luis Bunuel, non resta che esclamare: “vade ultra”.

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