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Il re del death-industrial scandinavo è tornato. Roger Karmanik alias Brighter Death Now ha realizzato With Promises Of Death, nuovo cd inedito autoprodotto per Familjegraven, la nuova etichetta fondata da Karmanik dopo la chiusura della sua leggendaria label scandinava Cold Meat Industry. La Familjegraven (“tomba di famiglia” in svedese) nasce per pubblicare nuovo materiale del progetto e per ristampare diverse uscite del Nostro, ormai di difficile reperibilità. La label non poteva avere esordio migliore. Si tratta di un ottimo lavoro, uscito il 30 ottobre 2014 e distribuito in europa da Tesco Germany, che riassume un po’ tutti gli aspetti della carriera di questo seminale progetto di musica industriale. La tomba è ora aperta.

Ennesimo episodio del suo deviante ed estremo progetto noise/power electronics, With Promises Of Death è un disco all’insegna del puro terrorismo sonoro che conferma la classe di Karmanik. L’ascolto del brano iniziale, Promises Of Death, ci regala un viaggio catartico nella disperazione e nell’orrore, come solo Brighter Death Now sa fare. Tra urla in inglese e svedese, il messaggio che viene ripetuto con fervore religioso è “It’s Not Over” (non è finita). Tra distorsioni e clangori industriali si materializza finalmente il ritorno sulle scene di Karmanik, dopo ben otto anni dall’ultimo full length di Brighter Death Now.

Hate Is For Beginners si muove tra pulsazioni industriali, mentre in sottofondo affiora l’eco di urla e voci campionate quasi indistinguibili. Nel finale del brano emergono anche cori di danze tribali africane che, sullo sfondo noise-industial, ci ricordano un po’ il progetto di William Bennett (Whitehouse), Cut Hands (ma anche i seminali 23 Skidoo). Il brano successivo, Tempting Murder, con i suoi campionamenti della voce di una ragazza che sembra implorare il proprio aguzzino, rievocano i migliori Suicide, quelli della paranoia omicida “synth-etica” di Frankie Teardrop, per intenderci. Si tratta di musica adatta per la colonna sonora di uno snuff-movie. In The Shadow Of Death, invece, è l’ombra dei terroristi industriali Throbbing Gristle (non certo riducibili all’etichetta di “musicisti dell’avanguardia che fu”) che si staglia sul presente, netta e oscura come non mai, subito prima dell’inquietante finale del lavoro costituito da End Of The 80’s, una sorta di ironico “amarcord easy listening” e post-industriale, dove ascoltiamo un vecchio disco di colonne sonore che si ode distorto in lontananza.

I brani migliori del lavoro, in puro stile Brighter Death Now, sono Incomprehensive Evil e To Die Lullabye, due episodi di palpitante death industrial che evocano atmosfere da campo di concentramento. Karmanik si conferma anche in quest’occasione il principale propugnatore di una forma estremista di musica industriale che riprende –se possibile amplificandole– le provocazioni e gli aspetti più cruenti dei lavori di artisti come Throbbing Gristle, NON, Monte Cazazza etc. Non si tratta di glorificare il “Male” o gli aspetti più cruenti della corrotta e decadente società contemporanea -che pure esistono e non possono essere negati o rimossi- ma, piuttosto, di aver il coraggio di guardare realisticamente negli occhi l’orrore di cui è capace l’essere umano, l’unico responsabile dei molti mali che affliggono il mondo. L’ascolto di Brighter Death Now dovrebbe essere fatto anche in prospettiva di un superamento catartico delle brutture e degli aspetti più deteriori del nostro tempo, come una sorta di nuova “cura Ludovico”. I lati estremi della musica Industrial sono, in un certo senso, la “pars destruens” della società in cui viviamo e ne costituiscono un atto di accusa estremo e incomprommissorio. In questo Karmanik si conferma, anche questa volta, un grande maestro.

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