Recensioni

Verso la fine del 2012, con l’EP WOW, anche gli scettici riguardo alla nuova giovinezza – massimalista – dei Mouse On Mars (come il sottoscritto) si erano convinti che, a prescindere dall’attualità e dalle influenze trattate – anzi, triturate (bass romantica di marca Monkeytown, come wonky dalle parti della LuckyMe e LA) -, Andi Toma e Jan St. Werner avessero ritrovato il sano gusto per la musica che facevano, veicolandola naturalmente con la consueta dovizia tecnica.
Spezmodia, pubblicato sempre sulla label dei Modeselektor ed ispirato, a detta loro, da happy hardcore e gabba (ma molto più dal fermento footwork e dal wonky della precedente prova), altro non è che l’ennesima ricognizione nei territori del contemporaneo, l’ennesimo lascito di una ritrovata freschezza. Spaziando dagli spiraliformi ricordi acid rave di tradizione britannica di Bakeman Is Breaking Bad (con cubetti di ghiaccio grime) alle lallazioni ghettoblaster di Migmy, passando per il wonky di Lone rivestito di beat making di marca Dj Rashad nella parte centrale di Cream Theme e Spezmodia, il duo consegna una missiva rotonda e colorata che cede, per la prima volta in modo così marcato, alla cifra stilistica che ha reso unico i Mouse On Mars, per magnificare un artigianato produttivo eccellente. Una tracklist spumeggiante, senza cedimenti o il bisogno di inseguire o provare qualcosa (come accadeva in Parastrophics). Sembra di ascoltare un giovane producing duo in bilico tra wonky e footwork e tra i più freschi e intelligenti. Eppure sono i Mouse On Mars targati 2014. Bravi.
Amazon
