Recensioni

A due anni dall’esordio sul formato breve con Rusty Trombone, il noto dj salentino Max Nocco torna con un nuovo lavoro, una raccolta di composizioni elettroniche composte durante il lockdown e pubblicate in autoproduzione quasi al termine del periodo di emergenza: de Nulla (Vol. 1) è uscito infatti il 23 maggio, soltanto in digitale, tramite il profilo Bandcamp dell’artista stesso.
Quasi interamente suonato da Max in persona, l’album è forse la fotografia migliore, per quanto inevitabilmente in movimento a causa della natura appassionata e passionaria del personaggio in questione, attivo nell’underground musicale sin dagli anni ottanta e reinventatosi recentemente anche scrittore. Le dieci tracce di de Nulla (Vol. 1) spaziano così per numerosi stili e generi, documentando senza pretesa di completezza il gusto poliedrico e instancabile dell’autore: l’apertura è affidata ai tre minuti balearici di Earl Is Here (in compagnia del bassista Massimo Scienza) che lasciano poi spazio alla psichedelia quieta e avvolgente di Busy Line, ma il resto della tracklist esplora davvero soluzioni che dagli anni settanta più acidi giungono agilmente fino all’attualità.
Le strutture minimaliste della breve Miss Valentine, le incursioni funk-rock (Synthetic Porn e il singolo Abbestia), il droning kosmische di Malombra, l’omaggio a Carpenter dell’oscura e robotica This Is Not a Virus Song e le due incursioni nella world-music più contemporanea (la prima, Muezzin Land, più meditativa, e la seconda, Sur Place, più groovy) sono tutte tappe di un viaggio di scoperta e riscoperta condiviso tra Max Nocco e i suoi ascoltatori, un viaggio che in appena mezz’oretta suona straordinariamente vario e genuino e ripercorre le strade più particolari della musica rock e soprattutto elettronica.
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