Recensioni

7.2

È un po’ una sorpresa che uno split del genere, che raccoglie due verissime punte di diamante dell’attuale panorama drum’n’bass inglese più carbonaro e rigoroso, esca per un’etichetta italiana, anche se la milanese Beat Machine Records non è esattamente la classica etichetta italiana: perfettamente a proprio agio nell’esatto crocevia dove s’incontrano le tendenze più avanguardiste dell’elettronica bass-oriented contemporanea (come dimostra la serie di dodici pollici Swinging Flavors che, dal 2016 ad oggi, ha sviluppato traiettorie più che interessanti tra drum’n’bass e footwork) e instancabile fucina di talenti, la label si è distinta sin dagli esordi per la cura, la coerenza, la qualità e soprattutto l’importanza delle sue uscite. A conferma di questa attitudine (e della vocazione internazionale) arriva appunto To The Core, un EP diviso in due parti, affidate rispettivamente al producer Mani Festo e al trio Denham Audio, due nomi sempre più chiacchierati nella natia Inghilterra e che rappresentano il futuro della scena bass: cresciuti entrambi artisticamente nei club e nei party (spesso illegali) d’Oltremanica, i due progetti confezionano un paio di tracce a testa, tutti episodi che vanno a formare un esauriente bignami sonico dell’hardcoore-continuum (meno futuristico).

Ad aprire le danze è il terzetto di Sheffield con una Lift Off che incrocia Bjarki e il compianto Marcus Intalex, le atmosfere ed i campioni horror del primo con i break funky e le geometrie suadenti ma serrate del secondo, mentre la successiva Who Started Jungle convince meno, ma viene valorizzata dal remix di Coco Bryce che sottolinea le sincopi ritmiche e le radici nel dub giamaicano; Mani Festo invece esordisce con una Ruffneck minimalista e ortodossa, ma dà il meglio in una All Potential Badboy tutta vuoti gravitazionali e assalti all’arma bianca che finisce dalle parti dello Special Request più filologico, mentre il remix ad opera di TMSV gioca esplicitamente sull’emotività.

Se si vuol muovere una critica a To The Core è probabilmente il non cercare soluzioni innovative: gli artisti infatti, sia Mani Festo sia Denham Audio, hanno preferito in questo caso lavorare sulla tradizione, attualizzandola con un approccio genuino, capace di ripescare rullanti e pads della gloriosa stagione nineties senza patina revisionista o velleità intellettuali; soltanto passione, rispetto e potenza.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette