Recensioni
La Fraîcheur
Time Traveler
Weltschmerz EP
Harder Times Tribute
-
Nicolò Arpinati
- 2 Giugno 2019


Prima delle ultime elezioni europee, Richie Hawtin (che in una recente recensione avevamo definito «apolide della techno») si è esposto in prima persona, pubblicando su Facebook un post che non era tanto un sostegno alle varie forze europeiste nello specifico, quanto l’ennesima (ma necessaria) ripetizione di un concetto semplice e verissimo: nessun amante della techno (e di tutte gli altri vari e possibili suoni dalle radici black, aggiungiamo noi) può definirsi o essere sovranista, «I’ve seen Techno Music transcend borders, cultures and languages, bringing together diversity. Since it’s birth in Detroit our scene has been welcoming people of all backgrounds, color and gender, sharing music and inspiration. I want to live in a world that is aware of its global community and responsibility, that believes in unity instead of walls and celebrates diversity, freedom and peace». Parole consapevoli, che sono state in parte disattese (specialmente qua da noi) dai risultati elettorali e che però trovano conferma nelle due uscite che andiamo a trattare.
La producer francese La Fraîcheur si era distinta già la scorsa estate, con l’esordio sempre su InFiné, per una proposta techno capace di trasportare nell’Europa contemporanea le idee, anche politiche, dell’Underground Resistance, unendo aggressività, groove e le parole rivoluzionarie di Angela Davis e altri attivisti: il nuovo Weltschmerz suona invece come una rabbiosa presa di coscienza, non c’è più spazio per la speranza, e queste quattro tracce, metalliche e claustrofobiche, lo affermano con prepotenza. È il risveglio dopo la sconfitta, dovuto anche alle aggressive polemiche seguite alle forti dichiarazioni etiche contenute nel debutto: registrato in parte durante le tappe de tour e in parte nell’home-studio berlinese dell’artista, l’ep è la trasposizione in musica delle sconsolate (e purtroppo ripetute) sensazioni del giorno dopo (la Brexit, l’elezione di Trump, la formazione del governo giallo-verde, ecc…) e contemporaneamente un tool imperdibile per dj e appassionati delle frequenze più rave-oriented. (6.6)
Chi invece non si lascia prendere dallo sconforto è il producer italiano Time Traveler: pescando direttamente dagli anni novanta, recupera due assoluti inni di quella scena sarda, sotterranea e cult, soprannominata harder-times: originariamente prodotte dalla dj transessuale Marascia, orgogliosa anticipatrice di un’attitudine queer ormai sdoganata nel mondo della dance, le tracce The Rain e Obscurity ibridano acid-house e ossessioni electro, suonando estatiche e liberatorie esattamente come ci si poteva aspettare, arricchite in questa nuova versione da un evidente e trascinante gusto sci-fi. (7)
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