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Tragic Magic mette insieme due musiciste che negli ultimi anni hanno costruito percorsi di sperimentazione sonora personali e originali. Julianna Barwick, uscita dal fertile humus che caratterizzava il sottobosco musicale brooklynese una decina d’anni fa, si è progressivamente affermata come uno dei profili più importanti della composizione che si intreccia con l’ambient, l’elettronica e l’installazione sonora. Lo ha fatto con dischi scuri e compiuti (Will del 2016) e con la nuova ripartenza di Healing Is a Miracle (2020). Mary Lattimore, dal canto suo, porta da anni il suono della sua arpa in territori che non la prevedevano, come dimostra l’ultimo Goodbye, Hotel Arkada (2023).

Per percorsi diversi, le due musiciste si trovano oggi in un momento di piena maturità e consapevolezza dei propri mezzi. L’occasione per questa collaborazione viene dal Musée de la Musique di Parigi, che ha messo a disposizione la collezione di strumenti musicali della Filarmonica parigina, in collaborazione con l’etichetta InFiné. Sul fronte arpe, Lattimore ha scelto una serie di strumenti datati tra il 1728 e il 1873, mentre Barwick ha avuto accesso a una serie di sintetizzatori storici, tra cui un Roland Jupiter-8 e un Sequential Circuits Prophet-5.

Il disco è il frutto di soli nove giorni di lavoro insieme, caratterizzati da una sorta di “telepatia musicale” costruita su un rapporto di amicizia che va avanti da molti anni. Registrato immediatamente dopo la terribile stagione di incendi che ha sconvolto la California (dove risiedono entrambe), con Tragic Magic le due musiciste “hanno trovato qualcosa che va oltre loro stesse: una sensazione che, anche se non è tutto a posto, la bellezza permane”. Ne è un limpido esempio Melted Moon, scaturita proprio da queste riflessioni, mentre il programma si completa anche con brani di Roger Eno (Temple of the Winds) e Vangelis (Rachel’s Song), reinterpretati secondo la loro sensibilità.

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