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Non siamo ancora alla reunion per The xx, fermi in studio dal 2017 di I See You, ma i tre tornano a coesistere nella canticchiabile e al contempo multiforme Waited All Night, dove il ritmo è quello del cuore, una delle tracce del nuovo album, il secondo, di Jamie xx, a nove anni di distanza dal capolavoro In Colour. Se lì erano i colori a prendere appunto il sopravvento, in un arcobaleno di pezzi killer, qui si lascia il passo a onde ipnotiche, che sono quelle del suono da sempre al centro del progetto, quelle del mare che sanciscono una passione per la tavola da surf, quelle di un’attualità che scombussola tra «alti e bassi», «eventi che cambiano la vita e il mondo». A detta del diretto interessato: «Queste onde che abbiamo sperimentato tutti insieme e da soli. Volevo creare qualcosa di divertente, gioioso e introspettivo tutto in una volta. I momenti migliori su un dance floor sono solitamente quelli per me». In The Feeling I Get From You beat sostenuti e rasserenanti note di pianoforte si fondono in un’unica corrente.
Nel mentre, sia Romy sia Oliver Sim hanno avuto modo di debuttare, anche loro, on their own, pur richiamando l’amico producer a prestare una mano o due. Entrambi lo hanno fatto con buone e vivaci prove di auto-analisi queer, la prima orientandosi maggiormente, al pari di Jamie, alla liberazione elettronica del ballo. Ma Jamie Smith, lo si è capito subito, è di un’altra pasta, e di un’altra pista – l’unico dei tre, probabilmente, in grado di reggere il confronto, nella qualità e nell’impatto, in breve in rilevanza, con le gesta del trio-madre. Lo aveva ribadito persino con i singoli usciti ogni tanto, LET’S DO IT AGAIN, KILL DEM e It’s So Good, ripresi in un 12” allegato all’edizione deluxe del vinile, con due ulteriori inediti, F U (ft. Erykah Badu) e Do Something.
A differenza del suo predecessore, In Waves non è però un classico immediato, semmai un party album – da intenti – che alterna chiari e scuri, quelli delle luci stroboscopiche e del buio della notte, del futuro da scrivere e del passato dal quale attingere, e chiama a raccolta numerosi, sulla carta eterogenei, collaboratori: in aggiunta ai già citati compagni di band, ci sono Robyn, The Avalanches, Honey Dijon, Kelsey Lu, John Glacier e Panda Bear (gli ultimi tre in una Dafodil, dai morbidi aromi vagamente Massive Attack, che campiona l’interpretazione di Astrud Gilberto di Touching You, in origine di Debbie Taylor), oltre alla coreografa Oona Doherty. Soul e funk, hip hop, pop e psichedelia vorticano a piacimento nell’ideale serata d’ascolto, per quanto il padrone di casa sia in primis ovviamente un campioncino UK bass.
Elaborato nel corso di quattro anni, testato spesso e volentieri in occasione dei dj set, In Waves sfodera varie cartucce super funzionali in ottica da clubbing: Baddy On The Floor con Dijon – oppure l’estesa Breather e la conclusiva Falling Together, concettualizzate da spoken-istruzioni d’uso per rave propositivi. Nonché un singolo altamente rappresentativo come All You Children, l’episodio in compagnia dei The Avalanches, maniaci del sample dal groove elegantemente emotivo proprio come Jamie: «All you children, gather ‘round / We will dance together».
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