Recensioni


E’ noto che a Planet Mu non si pubblica soltanto musica elettronica (vedi Solar Bears, John Wizards); se c’è un filone che sta particolarmente a cuore al boss Mike Paradinas, è quello delle fascinazioni synth e dream pop. Dopo aver battezzato sulla lunga distanza, con Love & Devotion, il progetto in condivisione con la moglie Lara Rix-Martin, troviamo Paradinas già alle prese con il seguito, disco anticipato dall’ottimo singolo in collaborazione con il cantante francese Vezelay (che già aveva inciso per la label a suo nome un paio di anni fa). Non solo: a sorpresa, a febbraio abbiamo trovato su queste coordinate anche un’altra formazione tra sintetizzatori e vocalizzi eterei, i Poemss, ovvero la music artist canadese Joanne Pollock e un inedito Aaron Funk (noto come Venetian Snares, l’uomo dietro a una delle carriere drill’n’bass più furenti e avvincenti della scorsa decade).
E’ vero, sia Paradinas (in particolare nell’ultimo MuZiq Chewed Corners), sia Funk (con il progetto Last Step, e in special modo con Sleep), hanno percorso strade parallele alle rispettive prove in duo. Immergendosi nei sintetizzatori e nelle drum machine analogiche, i due producer hanno cercato possibilità inespresse tra synth music, musica cosmica, synth pop, techno e house, e sperimentato fascinazioni, nostalgie e, perché no, interrogativi esistenziali profondi. Trovarli a capo l’uno di un dream pop duo tra agrodolci synth e sporadica slow mo house, e l’altro alle prese con un inedito folk duo per sinfoniche tastiere, non rappresenta quindi una rottura con il passato. Ad entrambi è sembrato naturale contemplare la ricerca come scoperta dell’altro da sé, come confronto con il femminile e da lì lo sguardo all’esterno, agli interrogativi di base che ancor oggi i sintetizzatori, con la loro vibrazione e forza evocativa, riescono a veicolare.
Abbiamo già affrontato il campo d’azione degli Heterotic nella recensione di Love & Devotion; Weird Drift, in perfetta continuità, vede la coppia maturata ma anche meno legata, nel trasporto e nel cesello, al vocalist di turno, in questo caso il francesce Vezelay – ovvero Matthieu Le Berre – presente in 7 dei dodici brani in scaletta. Da segnalare l’ottimo singolo Rain, 80s dream song in stato di grazia, le serpentine in richiamo trap di Boxes, i bassi e gli arpeggiatori che fanno da sfondo ad altre due validissime canzoni come Triumph e Florence. Disco che magari non tiene il livello dei migliori episodi lungo la tracklist, eppure il risultato è più che discreto (7.1).
Diversamente da Paradinas e consorte, il duo Joanne Pollock e Aaron Funk, che ha inciso l’esordio poco dopo essersi conosciuto cercando di infondere nel disco proprio quel senso di freschezza, ha preferito misurarsi su certo folk à la Popol Vuh, con il filone più “cantautorale” e sinfonico di Aphex Twin (Ancient Pony), ma soprattutto con un asciutto goth pop per il crooning di lui e la posa eterea di lei (Heads On Heads, Losing Meaning). Ipnotico e suggestivo il carillon con batterie in echo di Bedtime, ottima intro Ancient Pony o la cinematica 70s synth di Think Of Somewhere Nice sul lato strumentale, sufficiente ma non eccezionale il songwriting e l’interpretazione canora in generale (discreta Moviescapes, debole il ritornello di Gentle Mirror), comunque funzionale a un mood complessivo senz’altro da sviluppare ma già promettente e con i suoi momenti preziosi (6.8).
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