Recensioni

Settimo album per i Fast Animals and Slow Kids a dieci anni da Hybris e Alaska. In Hotel Esistenza la band capitanata da Aimone Romizi guarda ai War On Drugs e ai “soliti” Killers per confezionare dodici tracce cantate e suonate a pieni polmoni, racchiudendo “gli ultimi tre anni delle loro vite, tra cambiamenti e cose che non cambieranno mai” – un lavoro introspettivo, come lo definiscono loro stessi. Ascoltando le canzoni sembra che la “fase Cantaluppi” non sia del tutto passata (si veda Festa), anche perché al suo posto c’è Giovanni Pallotti, in arte E.D.D., già collaboratore di Angelina Mango e Marco Mengoni. La formula della band perugina del resto è ormai nota, così come il loro eterno status post-universitario.
Hotel Esistenza è fatto di pezzi pop rock radiofonici, dove chitarra, melodie e testi ritraggono la vita urbana e metropolitana, condendola di filosofia spiccia. L’“esistenza” del titolo è la base narrativa del disco, che si presenta come un viaggio: ogni pezzo è una “stanza” dell’hotel, una prospettiva sul mondo, osservato da una certa distanza. È proprio questa distanza che rende gli undici brani a tratti posticci, con frasi a effetto e bozzetti un po’ decadenti. Il rock resta un espediente di ritornelli urlati à la Zen Circus e qualche distorsione, ma, in sostanza, il risultato è un pop che non stonerebbe tra le hit di Battiti Live.
Basta ascoltare l’opener Una vita normale, costruita sulla classica dinamica verso-ritornello, per cogliere un tocco da provincial rock che li colloca tra Ligabue e Nek. Non mancano gli anthem come Quasi universo, perfetto per immaginare un San Siro illuminato in stile Taylor Swift o Coldplay. Brucia, con la sua rabbia sociale legata all’omicidio Floyd, strizza l’occhio alla fase più energica dei FASK, ma resta un’eccezione. Reminiscenze Weezer spuntano nella cantabile Come no, dove torna l’energia, ma non l’acutezza compositiva. Anche Cielo, con un po’ di elettronica, richiama atmosfere alla Levante e Arisa.
Da anni i FASK flirtano col mainstream senza mai ritagliarsi lo spazio che potrebbero meritare. Hotel Esistenza non cambierà le cose ma lo zoccolo duro della fanbase troverà buone conferme. I pezzi forti per i live ci sono, così come la varietà e quel briciolo di talento a tenerli a galla.
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