Recensioni

6.9

I Fast Animals And Slow Kids arrivano un po’ tardi (rispetto alle maree di un ipotetico hype globale), ma arrivano bene, merito di arrangiamenti abbondantemente sopra la media, godibili melodie da punk-rock evoluto e testi in equilibrio tra questioni personali, social-critica in pillole, cazzeggi assortiti e suggestioni post-adolescenziali. Ma c’è di più in questo primo full-lenght, anticipato mesi addietro dai quattro ghiotti brani dell’ep Questo è un cioccolatino. C’è un leader voce-chitarra che ha il carattere e la faccia tosta per convincere (seppure alla lunga tenda a risultare un tantino verboso); ci sono picchi di inaspettata profondità emozionale a controbilanciare una persistente ironia (è sulle promesse della sontuosa Guerra che si potrebbe lavorare in futuro); c’è la freschezza intellettuale di quattro ragazzotti di provincia (Perugia come quartier generale) e una dose controllata di rabbia tanto nelle chitarre quanto nelle ritmiche incisive, che dell’indie hanno le righe orizzontali e il maglioncino a v, ma del punk mantengono le unghie e il fiato corto.

La memoria recente corre alla fortunata compagnia del Teatro degli Orrori, e non sorprenda dunque di trovare dietro al mixer proprio Giulio Ragno Favero (il quale fa davvero un ottimo lavoro), mentre la produzione artistica è di Appino degli Zen Curcus. Ad ogni modo, seppure coltivato all’interno di un determinato orticello, Cavalli non è da considerarsi frutto di un’operazione derivativa, anzi. Anche quando alcune soluzioni stereotipate fanno calare la tensione, ecco che arriva un elemento di forte personalità: dal gioco metrico-semantico di Gusto, alle rullate vocali e ai crescendo corali di Nervi, passando per tutta una serie di sbalzi d’umore nell’alternanza di divertimento e disillusione.

L’abbondanza di idee permette ai Nostri di infarcire quasi ogni brano come se fosse un singolo, e di consumarlo nell’arco dei 3 minuti (in media), senza perdersi in divagazioni e ridondanze. Tutto scorre liscio come l’olio, la testa si muove, il piede batte e il sorriso si allarga, come da copione. Sembra poi che nel corso del tour la band regalerà una confezione di pennarelli per colorare il disco: simpatico divertissement nell’era della fruizione digitale.

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