Recensioni

6.8

Non ci si aspettava molto da una compilation Ed Records, la storica etichetta di house, techno, fidget e french touch che ha caratterizzato per buona parte degli anni Zero le sorti della musica da ballo internazionale. Bassa tensione, perché dopo alcuni anni il ferro inevitabilmente si raffredda e gli ammiccamenti che fanno scodinzolare ai party diventano il più delle volte banalità, sia nel rock che nella dance. È quindi una piacevole sorpresa sentire che Pedro Winter non ha ancora perso la voglia di creare qualcosa di stiloso e di qualità medio-alta. Il suo è lo sguardo di uno che ha visto di tutto nella sua carriera. Pur restando sempre e comunque indipendente, è stato tra le altre cose manager dei Daft Punk (fino al 2008), ha suonato come DJ insieme a David Guetta, ha rivitalizzato l’asfittica aria della dance parigina con le serate al Rex Club, e ha portato nella sua etichetta nomi poi diventati di culto: tra gli altri i Justice (ricordate il remix di Never Be Alone del 2003?), SebastiAn, Uffie, il compianto Mehdi, Cassius e Mr. Oizo.

Nel nuovo disco composto solo di inediti, troviamo più che un attaccamento al verbo techno tout court, delle deviazioni intelligenti sul tema. In particolare, emergono alcune bombe veramente azzeccate che ripensano in maniera costruttiva quanto già detto nelle passate 99 uscite: il deep soul con attacchi post-gospel dei rinati Cassius (Fame), la retrofilia anni ’80 in stile mid-tempo Chromatics di Fulgeance (She Knew) e di Para One (Opium, che sembra Self Control di Raf), la cavalcata in smascellamento taglia e cuci maranza di Mr. Oizo (All Dry), il bel remix uberclassico prog dei Justice da parte di Boys Noize (Randy) e il singolo promozionale dello stesso maestro di cerimonie Winter (Genie, cantabilissima in combutta con la voce del cantante americano Mayer Hawthorne, è una sorta di rivisitazione dei primi MGMT con falsopiani in stop and go parigini). In più le solite cose da party svaccato: lo sputtanamento fake-soul glitterator di So Huge di SebastiAn e qualche altra pacchianeria cheap in salsa Ed Rec (Winter è sempre stato un mago dell’auto-presa in giro), vedi la pompa magna massimal-funk di DJ Poone e Boogie Vice (Ricky The Can) o la post-chill con voce suadente francese (il feat. è di Santana) in Glue di Feadz.

In definitiva un bel disco che non sposta nulla da quello che già sapevamo della Ed Rec. Non c’è spostamento nel futuro, ma lo stile è sempre curato nei minimi dettagli. It’s so 2000s, but I like it.

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