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A quattro anni di distanza dal deludente Our Pathetic Age, DJ Shadow torna sulle scene con una nuova prova sulla lunga distanza, Action Adventure. Il producer abbandona le atmosfere distopiche precedentemente indagate – e con esse anche i numerosi featuring – confezionando un album eclettico e quasi interamente strumentale.

L’immaginario sonoro è dichiarato, si sposa con la nostalgia di un futuro perduto a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta in cui a stagliarsi sono partiture per onnipresenti synth, ritmi spezzati e bassi debitori della primissima techno e hip hop. Siamo agli albori dell’IDM (Time and Space), all’epoca delle crack intro (l’apertura Ozone Scraper è un chiaro omaggio) ma più che filologia c’è anche molta libertà e un ravvisabile scarto in termini di modernità (una questione di sguardo sulla materia e di mezzi con la quale plasmarla che sono quelli dell’oggi).

In A Narrow Escape DJ Shadow se la gioca anche in chiave d’n’b, Free For All e All My con il footwork, You Played Me (che campiona Baby, Got Me Going di Jan Jerome) con il New Jack Swing e Time and Space con i Krafwerk altezza Techno pop. Allo stesso modo pezzi eccentrici e kitsch (vedi la sopracitata Free For All che campiona una chitarra) s’alternano ad altri più introspettivi e nostalgici come, ad esempio, Fleeting Youth (An Audible Life), una delle poche canzoni che sembra rievocare le atmosfere della pietra miliare Endtroducing…...

Il taglio è quasi sempre astratto e cinematografico, da colonna sonora di un qualche oscuro videogame. E non a caso l’album si chiama proprio come uno dei generi videoludici più famosi di sempre. Il settimo album in studio di DJ Shadow, a ben ventisette anni di distanza dal debutto discografico, s’inserisce senz’altro in un campo abusato per quanto riguarda questo tipo di ricerca sonora. Sarebbe stato perfetto nel 2013, nell’anno di Outrun di Kavinsky, per citarne uno, oggi si somma a centinaia di analoghi che nel frattempo sono stati pubblicati su Ninja Tune, Planet Mu ecc. Al netto di inutili paragoni con Endtroducing… anche questo come tutti i lavori pubblicati dopo la pietra miliare della sampledelia e del trip-hop, non regge i paragoni ma è anche una bestia differente. Del resto, è stato lui stesso a dichiararlo: “Ho acquistato l’ultima versione dell’MPC ed è durata un giorno e mezzo. Quando conosci le possibilità sulla piazza oggi e cerchi di tornare indietro nel tempo, beh non funziona”.

Maggiormente coeso e ispirato del precedente, che si perdeva in lungaggini e riempitivi, Action Adventure è un album dignitoso. Certamente figlio della maniera (She’s Evolving) e non del genio, onesto più che estroso, melodicamente non scontatissimo, fluido e coeso anche all’interno della varietà e chirurgia delle commistioni sonore. Ce n’è abbastanza per promuoverlo.

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