Recensioni

Farà felici i dj e i clubber, questo nuovo lavoro del duo Blondes, che sceglie la via di una techno all’apparenza più severa e minacciosa ma che in verità è fatto di quella pasta psichedelica dal cuore pieno di sogni, melodia e calore (warmth appunto) che ci ha conquistato sin dagli esordi. Sam Haar e Zach Steinman continuano a prediligere una visione della techno dal lato soul «fatta di devozione e trasporto», citando Edoardo Bridda in occasione della recensione del precedente Swisher; questa volta però, e sempre in riferimento all’album del 2013, l’odissea nel segno di Manuel Gottsching rivista alla maniera dei Basic Channel serra i ranghi, immettendo maggiore pressione sui beat, e per questa via si ricollega al clubbing berlinese più noto. Mossa furba, potrebbe obiettare qualcuno, visto il successo turistico notturno del capoluogo tedesco assieme alla fama internazionale raggiunta da Ben Klock o Marcel Dettmann, ma altrettanto azzeccata e dettata dal fatto che i Blondes non hanno perso il tocco e si dimostrano ancora una volta producer generosi e ispirati. Lungo la nuova tracklist, mai un facile preset, mai un riempitivo, piuttosto una savana di layer e texture dettagliate, suoni tattili conditi con tastierine, organetti, synth e qualsiasi effetto possa rendersi funzionale a una nuova avventura targata Blondes.
Così l’ottima Stringer o anche OP Actual in apertura, quest’ultima a far schiumare dal buio di ingranaggi industriali dolci note al piano, oppure KDM, con la sua sognante melodia unita ad avvolgimenti glitch e pad celestiali, oppure i campanelli e xilofono di Clipse che rapiscono i neuroni con un alone di dolcezza come solo la triade Caribou, Floating Points, Four Tet potrebbe con altrettanta efficacia fare. Poi c’è la parte più carenata e funzionale ai club e ai Dekmantel e Sonar del caso che aumenta i giri, si piazza dalle parti di Ostgut Ton, ma tiene comunque alta la qualità: Quality Of Life, MRO e Trust sono tracce techno da suonare all’alba che non hanno bisogno di alcuna MDMA per innescare l’emozione e l’empatia. Tens e All You, infine, si spingono dalle parti UK di Shifted, ma anche qui spazio e spazialità, layer e dettaglio sono al 100% Blondes. Bravi.
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