Recensioni

Per un motivo o per un altro, la scena hip hop italiana è sempre stata orfana di una vera Queen. Per trovare una personalità autorevole occorre tornare esattamente a vent’anni fa, ai tempi della Posi Argento di Borderline, oggi considerato un cult del genere (o prima, per l’old school, a La Pina). Dopo di lei, il vuoto; alternato a nomi più o meno interessanti, molti dei quali attivi ancora oggi: basti pensare all’ottima Leslie, artista che non ha mai avuto il lustro che in realtà si merita, oppure a Beba, da tempo con un seguito discreto. Tra le nuove generazioni spiccano invece due profili molto diversi tra loro: il primo è quello di Ele A, più alternative e legata a radici black, l’altra invece è Anna, la nuance più pop del lotto destinata a diventare capobranco di un credibile rap al femminile. A dimostrarlo è Vera Baddie, debut album della spezzina che, seppur ancora immaturo e inconsistente, lascia intravedere quel talento quasi sempre mancato nelle nostre latitudini.
Niente di nuovo sotto il sole, sia chiaro. Il progetto segue pedissequamente il consolidato modus operandi della discografia attuale, modalità playlist in testa e copiosa presenza di feat al seguito (dieci in tutto). Il punto forte sta nell’approccio: per la prima volta nella storia recente Anna è riuscita a mettere sul piatto una buona dose di girl power senza sembrare stucchevole o forzatamente femminista (anche se Nicky Savage risulta l’unica ospite donne tra tutte, ma questo è un altro problema). Il suo timbro, scuro e riconoscibile, è già uno status; così come il flow stretto, convincente ed estremamente carismatico ha stregato la Gen Z fin dai tempi di Bando, hit colossale apripista di una lunghissima serie di singoli di successo, alcuni di questi confluiti nel primo EP Lista47. A questo si aggiunge anche l’efficace combo tra italiano e slang inglese, reference prediletta del target più giovane nonché già presente nella musica di altri trapper in trend (Rondodasosa su tutti).
L’estetica fumettosa – un po’ pin-up, un po’ Nicky Minaj (per la quale ha aperto a Milano) – coniugata alla potenza di fuoco di un social come Tik-Tok ha poi dato un’ulteriore ventata di freschezza ad un’artista che, per il momento, preferisce gravitare in superficie. Vera Baddie non è nient’altro infatti che un divertissement virale, che non ha alcuna pretesa se non quella di imporsi in modo definito e definitivo sul mercato utilizzando tutti gli strumenti a disposizione.
Nelle diciotto (brevissime) tracce emergono tutti i topoi tipici del rap, come il senso di rivalsa (“Ero quella che non prendeva il premio alla giostra/Vedermi salire per le troie è una batosta“, dice Anna in Intro), i riferimenti alla moda o al beauty (“Chili di Sephora dentro la Clio, non sono Clio Make Up“, afferma sul potente beat di ABC chiuso da un allucinato Tha Sup) e, ovviamente, l’egotrip.
L’atmosfera si muove in un caleidoscopico e giocoso mood da club, dove spicca Una come me, passaggio con un ritornello iper catchy, ma anche lezioni d’Oltreoceano come Why U Mad (occhio al sound simil Roc Nation) e tanta cassa dritta, hyperpop inclusa (Hello Kitty). Pur sfoggiando una semplicità disarmante nell’avvicinarsi anche agli stili dei suoi ospiti (citofonare Chica italiana con Sfera Ebbasta) Anna fallisce però l’unico pezzo-manifesto più serio, Miss Impossibile: un episodio che sa di estate in cui inquadra dall’esterno una relazione tossica ponendo l’accento sulla incapacità della ragazza – o meglio dire della “Baddie” – di uscirne fuori. Il risultato è tuttavia piatto, scialbo, e aggiunge poco alla causa. Chiaro segnale di quanto l’introspezione e la profondità non siano, almeno al momento, materiale d’indagine.
Per la ligure è tempo di consolidarsi nella scena che conta. Una mossa che sta pagando i dividendi (il disco sta letteralmente volando, raggiungendo la fantomatica top 3 del debut album mondiale) anche grazie al banger 30°, prima canzone a convincere streaming ed airplay radiofonico.
Paragoni con Madame non hanno senso di esistere. Attualmente Anna sforna hit ed audio per tik tokers ben confezionati. Si fermerà a questo rischiando di ripetersi e venir sostituita dalla Cardi B (o Ice Spice) del caso? Sempre se prima l’algoritmo demone le dia il tempo e soprattutto lo spazio per farlo.
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