Recensioni

6.8

Dopo l’EP Hologram dello scorso anno, in cui Oliver Ackermann ci aveva presentato la nuova formazione dei suoi A Place to Bury Strangers – con John Fedowitz al basso e Sandra Fedowitz alla batteria, ovvero il duo Ceremony East Coast – il trio newyorchese torna a dare sfogo alle buone promesse di quell’antipasto.

See Through You è un album che viaggia attraverso riflessioni cupe, dilatando molto la visione della band. 13 nuove tracce dense di frastuono – in alcuni frangenti, assolutamente spietato – che svicolano, a volte schizofrenicamente, in derive anche piuttosto distanti tra loro. L’ingrediente base è un death-rock molto aumentato di elettronica caustica e rumorismi vari, come il catastrofico inizio dance punk di Nice Of You To Be There For Me.

Sulla stessa scia, ma più decisiva, la successiva I’m Hurt, ovvero gli stranieri Depeche Mode seppelliti sotto l’industrial dei NIN, o ancora i Joy Division tumulati nel denso mid-tempo di Let’s See Each Other (il brano con il giro più efficace del lotto), nonché la dark wave slabbrata di Anyone But You o quella abulica e con tanto di Young Gods in trasparenza di Disappear (When You’re Near). Riguardo alla succitata varietà, non mancano all’appello sfuriate garage dal timbro shitgaze (Ringing Bells, Anyone But You), i T.S.O.L. in prenda a spasmi r’n’r futuristi (Broken), saturazioni a tinte western (Hold On Tight), fraseggi infarciti d’epica à la My Bloody Valentine (I Don’t Know How You Do It) e persino del gustoso synth-pop (Love Reaches Out).

Un disco solido nel suo complesso, che annovera brani centrati, ma che tergiversando tra il guardarsi le scarpe e l’imbracciare la pala per scavar fosse, disperde più che amplificare la personalità della band.

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