Recensioni

Arriva su L.I.E.S. quello che può essere considerato il debutto ufficiale di 51717, alias con cui Lili Schulder (protagonista della scena elettronica DIY newyorchese ormai da anni e metà di quegli Shadowlust apparsi sempre su L.I.E.S. nel 2013) ha avviato un apprendistato fatto di cassette, CD-R, EP e collaborazioni ben dodici anni fa: Paranoia Star è dunque il frutto di numerose esperienze, non solo artistiche, e finisce per raccontare, oltre alla storia della sua autrice, anche i mutamenti di una città, New York, che di quelle esperienze è stata teatro (come accade nell’introduttiva Guide For The Perplexed, dove al titolo si affianca un’attitudine quasi filologica nel ripercorre alcune fasi della musica elettronica più autarchica).
Indubbiamente il disco risente dell’influenza di mostri sacri come Carlos Giffoni, assolutamente centrale nello sviluppo di un circuito in cui gli artisti più interessati ai suoni elettronici sperimentali e avanguardisti potessero esprimersi (e contemporaneamente fondamentale nella definizione del suono stesso), James Ferraro e Oneohtrix Point Never (l’idm analogica di Twisted Pair, la dark-ambient ronzante di Techelet), ma esprime la propria personalità aggiungendo un tocco di sensualità, come i vocalizzi vapor nelle angosciose scansioni noise di Exile, le scansioni ritmiche che flirtano con la techno della conclusiva 3417 o ancora le calde tinte strumentali, quasi ancestrali di una Sara tutta percussioni, sussurri e lontane litanie.
È un bel viaggio elettronico Paranoia Star, i cui difetti (la poca attenzione riservata ai propri punti di forza in favore di momenti più banali) sono parte del bagaglio, l’altra faccia della medaglia dunque, con cui Lili alias 51717 è arrivata fin qui.
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