Recensioni

Metal e musica elettronica sono mondi lontanissimi, ma contatti e reciproci scambi non sono mancati nel corso degli anni: dall’industrial sviluppatosi sul finire degli anni ottanta in America (e Canada) a tutta una serie di collaborazioni tra artisti di diversa estrazione (da quella più estemporanea e incerta tra DJ Spooky e Dave Lombardo fino a quella invece più logica e quasi inevitabile tra The Bug e gli Earth) passando per le discografie di Kerridge, Mick Harris e Bong-Ra, sempre orientate a un’ibridazione tra suoni differentemente pesanti; il dubstep ha poi segnato un’accelerazione in questo senso, portando nel dancefloor atmosfere roventi e ritmi caustici, distorti e spesso scheletrici: se la brava Ikonika per esempio non ha mai fatto mistero della propria passione heavy (compresi i trascorsi come batterista), il nome più significativo rimane quello dello sfuggente Distance che, con Repercussion, spingeva sul versante più metallico del genere.
Ed infatti proprio dall’ambiente londinese più legato alla riflessioni riguardanti bass-music e hardcore-continuum arriva uno dei due componenti del progetto Bliss Signal: Mumdance non è nuovo a lavori collaborativi, dagli ottimi beat sviluppati per il giovanissimo talento grime Novelist ai due album realizzati con il sodale Logos, e questa volta lo troviamo in compagnia di WIFE, ovvero l’ex cantante e chitarrista della band black-metal irlandese Altar of Plagues che, intrapresa la carriera solista, si è dedicato a un’elettronica in bilico tra soul digitale, beat languidi ed eterei e cupe atmosfere industriali, in verità più insipida e prevedibile di quanto ci si sarebbe potuti aspettare.
E anche questo esordio del duo vive le stesse difficoltà della produzione solista di James Kelly, incapace di ritrovare fuori dai suoni metal degli Altar of Plagues altrettanta efficacia: nelle otto, spesso brevi, tracce che compongono la mezz’ora di questo disco s’insegue infatti un ibrido tra memorie dub e una elettricità sopita e minacciosa, rallentando chimicamente le intuizioni di Scorn e Godflesh. Ad un mood tenebroso e affascinante, non corrispondono però abbastanza idee per ripetere un ascolto troppo piatto.
Amazon
