Di Synchronicity dei Police, a oltre 40 anni dalla sua uscita (17 giugno 1983), è in programma una ristampa in uscita il 24 luglio. Sono previsti più formati tra cui un cofanetto con 55 inediti tra alt take, demo e registrazioni live provenienti da un concerto registrato il 10 settembre 1983 ad Oakland, in California. Alla nuova edizione hanno lavorato gli stessi componenti del gruppo nel corso degli ultimi tre anni, ed è proprio Stewart Copeland a parlarne un un’intervista concessa al Guardian che raccoglie le domande di più lettori della rivista.
Con oltre 8 milioni di copie vendute nei soli Stati Uniti, tre Grammy, e Every Breath You Take a rappresentare il singolo più passato in radio di sempre, Synchronicity è l’album di maggior successo commerciale dei Police, nonché il disco in cui le tensioni tra i suoi componenti raggiungono il punto di non ritorno. In studio, ricorda il batterista, “ce le siamo date di brutto”, ma sul palco così come nelle trasferte in Van o in aereo non c’era lo stesso clima di tensione. Il loro era “un grande legame”, che ha dato vita a “cose pazzesche” ma che non ha retto le difficili sessioni di registrazione dove ognuno cercava di far valere il proprio punto di vista.
Vado molto fiero dei Police, ma la mia vita fuori dalla band andava molto meglio…
Stewart Copeland, Guardian 2024
Synchronicity è forse l’album più maturo del trio e ne sono evidenza gli altri singoli estratti – Wrapped Around Your Finger, Synchronicity IIe King Of Pain – con Sting a primeggiare in quanto a songwriting e gli altri due a sgomitare per trovare i propri spazi – due soli brani firmati da Andy Summers (Mother) e Stewart Copeland (Miss Gradenko). È noto che i tre registrassero le proprie parti in stanze separate. Nell’intervista Copeland smorza un poco i toni sugli attriti in particolare con Sting: non litigavano sempre, o perlomeno, non litigavano così spesso fuori dallo studio. “Una volta gli ho rotto una costola – ammette con ironia – ma stavamo solo giocando”.
In studio ci azzannavamo ma quei due bastardi se ne sono venuti fuori con cose incredibili. Andavamo d’accordo onstage, sul van o in aereo. Ci scherziamo su da allora mandandoci dei buffi clip via Instagram. È una leggenda metropolitana che io e Sting litigassimo sempre. Gli ho rotto una costola una volta ma stavamo lottando per scherzo
Stewart Copeland, Guardian 2024
Altra curiosità sulla ristampa dell’ultimo disco dei Police riguarda Get Back, la docu-serie sui Beatles diretta da Peter Jackson che non è piaciuta a David Gilmour, ma ha rappresentato per le stesse ragioni una sorta di epifania per tutti tre i suoi componenti. La pellicola ha mostrato loro che far rivivere il processo di composizione di un disco tra prove, demo e tensioni, non ne sminuisce l’apprezzamento del master finale ma anzi contribuisce a rafforzarlo. Ecco quindi che rivivere quel difficile periodo attraverso l’ascolto di provini e i brani esclusi dalla scaletta ha acquistato per Copeland, Sting e Andy Summer un senso nuovo tanto che in programma ci sarebbero altre ristampe di questo tipo: «Cominciamo dalla fine, procedendo a ritroso, proprio come il ciclo dell’Anello del Nibelungo di Richard Wagner…», garantisce Copeland.
Ricapitolando
Sting torna a settembre ad esibirsi con un trio rock. L’ultimo lavoro solista dell’ex Police, The Bridge, è uscito nel 2021 ed è stato recensito su queste pagine da Valerio Di Marco. Per quanto riguarda lo storico trio, su SA potete recuperare le recensioni classic dell’album in oggetto, Synchronicity, ma anche di Reggatta de Blanc.
Lo scorso anno Sting è tornato a parlare della reunion del trio degli anni zero, ed è stata l’ultima di una serie di dichiarazioni a riguardo, in precedenza l’aveva rinnegata definendola un atto di pura nostalgia, ritenendo inoltre che proprio lo stare in una band era, in buona sostanza, «roba per teeneager».
Sempre nel 2023 esce Police Diaries 1976-1979, libro in cui l’ex batterista Stewart Copeland racconta gli esordi della band e Around The World, nuova edizione dello storico documento sempre riguardo ai primi anni di attività. Del 2022 è invece lo speciale picture disc dedicato a Ghost In The Machine, quarto album della formazione registrato ai Caraibi sotto la produzione di Hugh Padgham.