Album

The Bridge

19 Novembre 2021 pop cantautori

In uscita il 19 novembre 2021, The Bridge è l’album di Sting scritto in giro per il mondo durante la pandemia («Dovunque vi fosse uno studio ero lì a lavorare dalla mattina alla sera»), in cui ritroviamo il cantautore britannico riflettere sulla perdita personale, la separazione, l’interruzione e il confinamento. Il lavoro rappresenta il successore di 57th & 9th, ma anche della raccolta My Songs, del lavoro collaborativo con Shaggy e del disco di duetti Duets.

Queste canzoni sono tra un posto e un altro, tra uno stato mentale e un altro, tra la vita e la morte, tra le relazioni. Tra le pandemie, tra le ere, politicamente, socialmente e psicologicamente, ognuno di noi è bloccato nel mezzo di qualcosa. Abbiamo bisogno di un ponte.
Sting

Composto da 10 canzoni che diventano 13 nella versione deluxe, il disco mostra vari generi e stili con i quali il songwriter si è cimentato lungo l’intera carriera: c’è il rock n’ roll così come il jazz, la musica classica e il folk. Tra i collaboratori troviamo innanzitutto Dominic Miller, il cui contributo alla chitarra è particolarmente evidente in The Book of Numbers, Harmony Road e The Bells of St. Thomas, ma anche Josh Freese (batteria), Branford Marsalis (sassofono), Manu Katché (percussioni), Martin Kierszenbaum (piano) e Fred Renaudin (sintetizzatori), con Melissa Musique, Gene Noble, Jo Lawry e Laila Biali ad occuparsi dei cori.

Non sono sicuramente il primo cantautore che paragona l’innamoramento o la fine dell’amore con una malattia incurabile e non sarò certo l’ultimo. If It’s Love è il mio contributo a quel modello in cui la metafora dei sintomi, la diagnosi e la propria incapacità rendono tutti noi simili tanto da ritrovarci a sorridere mestamente.
Sting

Ad anticiparlo, If It’s Love, una rotonda pop song animata da un motivo che lo stesso Sting fischietta all’inizio. A dar calore all’arrangiamento c’è un sezione di fiati appena accennata che conferisce al brano un che di newyorchese (cinematografia romantica annessa), mentre nel ritornello, positivo e arioso, un battito di mani in controtempo porta con sé un richiamo agli anni ’60.

Tra le influenze di The Bridge la nota stampa tira in ballo le ballad folk di Cecil Sharp (Collection of English Folk Songs) ma anche un fisico come J. Robert Oppenheimer e il Regno di Northumbria. L’album è stato missato da Robert Orton, curato da Donal Hodgson e Tony Lake e masterizzato da Gene Grimaldi all’Oasis Mastering.

Tracklist
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Discografia
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  • 1 Rushing Water
  • 2 If It’s Love
  • 3 The Book of Numbers
  • 4 Loving You
  • 5 Harmony Road
  • 6 For Her Love
  • 7 The Hills on the Border
  • 8 Captain Bateman
  • 9 The Bells of St. Thomas
  • 10 The Bridge
  • 11 Waters of Tyne (Deluxe bonus track)
  • 12 Captain Bateman’s Basement (Deluxe bonus track)
  • 13 (Sittin’ on) The Dock of the Bay (Deluxe bonus track)
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