Peter Gabriel
Peter Gabriel all'Arena di Verona (still da fan video)

Peter Gabriel incanta il Forum e l’Arena di Verona con il tour di “i/o”

L'ex Genesis ha concluso la leg italiana del tour in supporto alla nuova prova

Peter Gabriel ha presentato I/O nelle due date italiane di sabato 20 maggio 2023 all’Arena di Verona e domenica 21 maggio al Mediolanum Forum di Milano.

E quel presentato per l’ex Genesis è equivalso proprio a eseguirlo per intero quel disco di cui non si conosce ancora la data d’uscita, anche sacrificando i cavalli di battaglia di repertorio, specie quelli contenuti nella prima omonima quadrilogia.

Le setlist che hanno visto il ritorno del cantante dalle nostre parti a quasi 10 anni dall’ultima volta, ovvero dal concerto all’Unipol Arena di Bologna del novembre 2014, erano praticamente identiche a testimonianza di una tournée – proprio come quella dei Depeche Mode – a scaletta fissa (e riprova ne è stata la prima data di Cracovia del 18 maggio).

Eseguiti tutti i brani finora inediti del disco ma anche quelli editi, ovvero i/o e Playing for Time, The Court, Panopticom e Four Kind of Horses e questo a fronte di un ingannevole attacco composto da due versioni acustiche di repertorio – Washing of the Water (da US) e Growing Up (da Up) – che potevano far credere a un greatest hits.

Presentatasi seduta sulle sedie a semicerchio, con i musicisti spalla a spalla, la band che ha accompagnato Gabriel ha visto sul palco l’immancabile Tony Levin al basso (accolto da un’ovazione), ma anche i sodali strumentisti che erano stati avvistati durante le session per il nuovo lavoro: il batterista Manu Katché e il chitarrista David Rhodes, da anni al suo fianco.

A questi si aggiungono ottimi session men quali Don McLean (tastiere, cori), Richard Evans (chitarra, flauto, cori), Ayanna Witter-Johnson (violoncello, tastiere, cori), Marina Moore (violino, viola, cori) e, non ultimo, Josh Shpak (tromba, corno, tastiere, cori).

Ad introdurre lo show di Verona, l’ironia di Gabriel che presenzia in tuta arancione armato di soli (e immancabili) appunti scritti a mano su foglietti. «Questo che vedete potrebbe essere un mio avatar – commenta in italiano – Un tipo con 10 chili di troppo, 10 anni più vecchio. Il mio vero me è ai Caraibi “e assomiglia a un dio greco, anzi no, Romano».

Il tema tecnologico, assieme a quelli dell’ambiente e legati all’intelligenza artificiale, sono del resto al centro del nuovo lavoro tanto quanto il pericolo che conseguentemente corrono uomo e natura.

In questa direzione sono andati i recenti commenti dell’artista che non ha mancato di sottolineare gli epocali cambiamenti in atto nella nostra società. E la scelta di tradurre a schermo, simultaneamente, e in italiano, i testi delle canzoni con risultati non proprio ottimali.

Tornando alla scaletta, i presenti hanno potuto godere di tre ore di concerto suddiviso in due set e due bis con In Your Eyes e l’immancabile commiato affidato a Biko (“per chi sceglie di lottare per i propri ideali e la propria gente, a costo della vita”).

Tra i classici, tutti e 5 singoli di So, l’album più venduto del 1986, con Sledgehammer a chiudere strategicamente la prima parte del concerto tra le feste sopra e sotto il palco (di fatto è l’unico brano in cui tutti si alzano in piedi).

Don’t Give Up è stata strategicamente inserita nella seconda e più raccolta parte, con Ayanna Witter-Johnson a rimpiazzare di Kate Bush (e a non farla rimpiangere), mentre agli inediti dal nuovo lavoro And Still e What Lies Ahead è andata la dedica, rispettivamente alla madre e al padre del musicista.

Da menzionare anche la scenografia con luci e ledwall (anche interattivo) …e i balletti di Gabriel e dei suoi sodali (vedi Solsbury Hill), di certo non paragonabili ai tour del passato. E qualche piccolo, perdonabile, problema tecnico al netto di una voce all’altezza della leggenda vivente che è oggi Gabriel.

Tracklist

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